…al via, il 1° Giro d’Italia Formativo

1a Giornata di questa avventura di Progetto 22 del 1°Giro d’Italia Formativo.
Incontro presso l’Istituto Parmigianino di Parma dove straordinari ragazzi/e hanno generato una quantità infinita di energia, confermando per l’ennesima volta di quanto sia infinita la loro sensibilità, intelligenza e voglia di conoscenza.
Sono estremamente soddisfatto di aver deciso di investire sulla mia vita, cambiando così per sempre il mio destino.

Incontro all’Istituto Parmigianino

Questa mattina sono stato ospite alla scuola Parmigianino di Parma davanti a circa 240 ragazzi.
Il tema dell’incontro, “Credere nei sogni”, quale miglior tema da affrontare, parlare e discutere con ragazzi dagli 11 ai 13 anni.
Aperto l’incontro con un breve racconto di Andrea (io), loro coetaneo, ho parlato delle varie difficoltà che nella mia vita fino ad ora ho incontrato e superato.
L’incidente, in primis, ma tante altre, dimostrando loro con i fatti che valori come la determinazione, forza, costanza, perseveranza, aiutano a costruire una esistenza magnifica anche con piccole o grandi avversità che si incontrano durante il cammino della vita.
Il viaggio in india, i bambini della scuola elementare di Leh, la Parigi/Brest/Parigi, sono alcuni dei video mostrati, che hanno catturato la loro attenzione ed interesse.
Al termine è seguito un interessante dibattito ed ancora una volta come negli altri incontri, c’è stata la dimostrazione di quanto i loro cervelli funzionino alla perfezione se gli viene proposto qualcosa di interessante, vero, stimolante.
I nostri ragazzi hanno dei talenti straordinari e non adulti abbiamo il dovere di metterli in condizione di motrarli al mondo intero dandogli gli strumenti adeguati.
All’incontro era presente anche Carolina Raspanti, giovane scrittrice, affetta da sindrome di Down, che con la sua energia e voglia di vivere al 100% , ha ulteriormente dimostrato ai ragazzi quanto sia bello credere nella vita.
Presenti anche: Nicoletta Paci (Vicesindaco di Parma), Carlotta Landi (Cervia CRAL), Adriano Monica (Referente per l’intergrazione UST Parma) e Andrea Grossi (Dirigente Scolastico).

…in diretta su TV2000

Strepitosa due giorni Romana quella appena trascorsa.
Stazione Alta Velocità di Reggio Emilia in attesa della Freccia Rossa, che in meno di tre ore mi porterà nella Capitale per lavoro, intervista, sogni, amicizia, ecc…
Una volta arrivato, ci sarà l’amico David con il quale assieme a Riccardo ci incontreremo con loro amici per continuare il lavoro di costruzione del Progetto 22.
Nel pomeriggio, alle 16,45, sono ospite di TV 2000 nella trasmissione “Nel cuore dei Sogni”, dove sfoggierò per la prima volta la maglia con il logo del progetto.
Una mezzora intensa, dove ho raccontato la mia esperienza, emozionando ed emozionandomi, dove ho ricordato il mio incidente, i primi mesi dopo l’amputazione e la voglia di ripartire in sella ad una bici, per realizzare incredibili imprese. La regia ha mandato in onda anche il video dell’India, sulla strada carrozzabile più alta del mondo, dove dopo un pianto di gioia all’arrivo in vetta mi lasciai andare in un “Ce l’ho fatta!”.
Nel finale di trasmissione ho parlato dei miei sogni e del Progetto 22, che sto portando avanti come mental coach, per regalare ai ragazzi più giovani l’insegnamento più importante che ho imparato nelle esperienze della vita.
I sogni si realizzano, basta volerlo ed esserne convinti: perché l’handicap, quasi sempre, è solo mentale, non fisico.
Link Video: http://www.youtube.com/watch?v=YBwKxP3wBAQ

La Prima del “Live Show”

Ieri a Milano ho fatto un altro importante piccolo passo verso uno dei miei sogni.
Per la prima volta ho indossato la maglia da assistente ad un corso esperienziale tenutosi a Milano. Assieme ad un fantastico team è andato in scena il primo appuntamento del “Life Show”, evento formativo per ragazzi dai 13 ai 19 anni.
Ci sono momenti nella vita dove darsi una pacca sulla spalla per il buon lavoro svolto è un dovere e per me ieri lo è stato. Ritengo d’aver contribuito positivamente alla riuscita della giornata visto l’entusiasmo dei ragazzi, dei coach e dei trainer.
Esperienze che ogni volta ti regalano emozioni indescrivibili. Contribuire all’inizio del cambiamento di un giovane non è cosa di poco conto, rende questa attività colma di responsabilità ma me ne accollo volentieri l’onere.
Qui sotto trovate il link dell’attività di cui ho parlato e che mi vede impegnato a 360°, dove è possibile avere tutte le informazioni sui contenuti, i nomi dei coach, dei trainer e le date ancora disponibili.

http://www.lifecamps.it/lifeshow/

Università per tutti

Martedì 3 dicembre 2013 ho avuto l’onore di prendere parte all’importante meeting “Università per tutti”, svoltosi presso l’Università di Reggio Emilia, in qualità di ospite.
Tra gli altri intervenuti moltissimi furono i nomi di rilievo: le Olimpioniche Cecilia Camellini e Sara Morganti, Francesco Messori, la studentessa Eleonora Calesini, sopravissuta al crollo di una palazzina durante il terremoto a l’Aquila, e tanti altri, intervistati dal giornalista Claudio Arrigoni. Ognuno di loro ha portato la propria testimonianza, condividendo con la platea la propria storia di disabilità e infondendo positività e sicurezza, dove tangibile è stata la volontà di lanciare in modo univoco un grande messaggio: la vita è una cosa meravigliosa, e pertanto va vissuta.
Nella seconda parte della mattinata Il giornalista Rai Nelson Bova, assieme ad alcuni ospiti tra i quali Elisabetta Genovese e Fiorenza Taricone, hanno introdotto il tema relativo all’inclusione delle persone con disabilità negli spazi universitari, ovvero come rendere accessibile a tutti ogni spazio dedicato allo studio.
In chiusura Uber Mazzoli, presidente del Villaggio Paralimpico presso la Fondazione Papa Giovanni XXIII di Sesso (RE), ha presentato il progetto del Villaggio medesimo che prevede la costruzione di strutture accessibili alle persone con diverse disabilità e al quale partecipo attivamente da quasi tre anni.

Impara dai Campioni (Reggio Emilia)

Quarto appuntamento come testimonial al corso Ekis “Impara dai Campioni” a Reggio Emilia. Attraverso l’esempio di alcuni campioni nelle sport, Livio Sgarbi utilizza le strategie da loro utilizzate trasformandole in modo tale da poterle adoperare nella vita o in qualsiasi aspetto dove si voglia raggiungere un’obiettivo. Io avrò il piacere di portare a circa 200 persone la mia esperienza di vita e di sport, da atleta, padre, marito, lavoratore, ecc…

Prima esperienza di questo tipo della mia vita, assolutamente da ripetere! Assieme ad Alessandro Colombo, Luigi Mengato e poco più di venti manager della Azienda Climaveveneta, venerdì mattina sono partito da Pejo in Val di Sole per scalare il Monte Vioz dove a 3.535 ho raggiunto il rifugio “Mantova”. Evento organizzato da ADECCO Formazione, molte le incognite da affrontare, prima esperienza di questo tipo,  alcuni punti innevati da attraversare con le stampelle, altitudine, ecc.. Con il supporto di Massimo e Davide, guide esperte,  ho iniziato a percorrere il sentiero che passo dopo passo diventava sempre più complicato, grossi massi da oltrepassare, lunghi tratti innevati e pendenze elevate. Temperatura altalenante a seconda se c’era il sole oppure nuvoloso ma comunque nonn c’è mai stato il bisogno di coprirsi con giubbotti pesanti e soprattutto non è mai piovuto. Ad un’ora dalla vetta il momento più difficile dove ho dovuto concentrarmi più sul resistere alla fatica che pensare a quanto mancasse, sguardo fisso a dove appoggiavo le stampelle ed il piede ma mai sulla cima della montagna. Arrivati al rifugio mi sono complimentato con tutti gli scalatori del gruppo e dopo pochi minuti di relax sui gradini ci siamo avviati tutti assieme verso la cima del Vioz per l’ultimo impegno fisico della giornata. Foto di rito e siamo scesi per riposarci un poco prima di cena. Atmosfera ottima tra tutti i componente del gruppo ed alle dieci tutti a nanna…nel mattino c’è da scendere!!!Mi sveglio con un leggero mal di testa, colazione con Ale e piano piano ci raggiungono tutti ai tavoli. Ore 8,20, si parte per il ritorno, riposato e senza mal di testa. L’impresa, così si può definire per parecchi di noi è oramai quasi riuscita e sebbene siamo molto stanchi non mancano mai battute e sorrisi durante le 4,5 ore che sono servite per raggiungere Pejo. Luigi, formatore ed organizzatore delle due giornate, ci fa disporre in cerchio per un breve de-briefing e tra saluti e ringraziamenti ognuno cerca in poche parole di esprimere le proprie emozioni di quelle due giornate “insolite”. Un’avventura che viste le sensazioni e le emozioni provate non rimarrà fine a se stessa.

8° Triathlon Campus a Parma

Reduce da un malessere durante la stessa manifestazione lo scorso anno dopo la frazione di nuoto, la voglia di fare bene era tanta. Assieme ad una decina di atleti paralimpici, abbiamo dato inizio ufficialmente alla gara di Triathlon con una batteria a noi dedicata, saggia decisione, a mio giudizio, dall’organizzazione. Avevo grande attese nella frazione di nuoto di misurare sul campo i miglioramenti e man mano passavano i metri la sensazione era di essere in condizione e di riuscire ad terminare la frazione con un buon tempo. Uscito dall’acqua con il compagno Alessandro corro forte alla bici, cambio velocissimo, porto la bici fuori dalla zona cambio e inizio a pedalare forte da subito. Un giro unico di 19 km, soffro molto i primi chilometri, complice il vento contrario e la strada leggermente in salita verso Felino. Giro di boa, ora è tutta un’altra storia, la velocità aumenta notevolmente e riesco a pedalare con molta più agilità. In zona cambio riesco ad essere di nuovo velocissimo e parto di corsa con le mie stampelle dove l’amico Paolo Delporto mi farà compagnia per tutti i 5 chilometri. Riesco fin da subito a tenere un’andatura sostenuta e costante, le rinfrescate con l’acqua fresca che ogni tanto Paolo riesce a darmi mentre sulla testa, mi aiutano molto facendomi sentire molto meno il caldo che a quell’ora avrebbe potuto mettere in crisi chiunque ed in 31 minuti arrivo al traguardo. Tempo totale, 1 ora e 19 minuti, buon tempo, tenendo però conto che le distanze erano sensibilmente inferiori alle solite. Ottimo test dunque, dove ne esco incoraggiato soprattutto nel nuoto e dal quale, come dopo ogni gara, porto a casa tantissimi input per migliorarmi….sempre!!!!

Campionati Europei di Paratriathlon

Argento Europeo, la mia medaglia più bella.
La gara è domenica alle 13, arriviamo dopo una giornata di viaggio ad Alanya giovedì 23.
Sono stanco ma l’entusiasmo di questa nuova avventura e di poter partecipare ad un Campionato così importante mi tengono sveglio fin dopo la mezzanotte.
Nei due giorni che precedono la gara, svolgo con i compagni di squadra allenamenti di riattivazione mescolare senza mai stancarmi troppo.
Molti i momenti dove sono riuscito a rilassarmi, e sabato sera, prima di cena, ecco che la tensione della gara, anche se leggera, mi colpisce.
Cena ricca di verdure, riso, frutta ed anche un dolcetto, poche parole ma molto concentrato.
Domenica mattina, orario a scelta per la colazione, ma è il giorno della gara ed alle 7 con Alessandro stiamo già scendendo per mangiare.Stomaco un po’ chiuso, mangio poche cose, saluto i ragazzi e torno in camera per gli ultimi preparativi.
Alle 10,30 ci avviamo dall’hotel verso il campo gara, ritiro chip ed iniziamo ad andare in zona cambio a preparare la bici.
Lo spirito tra gli atleti di varie Nazionalità è amichevole ma comunque ci si “controlla” a vicenda per capire ogni mossa, modifiche alle bici, chi indossa la muta, ecc…
Come in ogni gara Internazionale lo speaker elenc uno per uno ogni atleta, riempiamo il pontile, c’è chi appoggia le stampelle, chi la protesi. Un a sirena indica l’entrata in acqua, pochi secondi ed una seconda da il via al Campionato Europeo.
Come sempre si parte a tutta, non voglio esagerare, controllo gli avversari ma cerco di ascoltare il mio corpo e tengo un ritmo per me ottimale.
Esco dall’acqua secondo e raggiungo Troger con le stampelle prima della zona cambio.
Indosso velocemente il casco, prendo la bici e saltellando vado verso la linea rossa oltre il quale posso risalirci e “scappare via”.
Parto fortissimo, il percorso è tutto su ciottolato, 6 giri da 3.150 metri, sarà dunque difficilissimo fare la differenza portando più secondi possibili di vantaggio in zona cambio. Rallento leggermente la spinta a metà frazione per poi riprendere quel ritmo ai -3 km che mi permetterà di arrivare primo in zona cambio, iniziando la corsa con un vantaggio sul secondo di circa un minuto. Con le energie al lumicino, dopo 1 km, affronto il punto più difficile di tutta la gara, uno strappetto di 200/300 metri che si dovrà ripetere per due volte.
Oramai sfinito dalla fatica, non mollo, cerco di mantenere questa preziosissima posizione, uguagliando il risultato dello scorso anno in Israele.
Ultime curve, il popolo Turco mi incita con grida ed applausi, a 500 metri intravedo l’arrivo, pieno di gente e fotografi, alle mie spalle nessun avversario, sono a podio.

…conto alla rovescia per Alanya

Eccomi arrivato nella settimana dei Campionati Europei di Paratriathlon.
Quest’anno si svolgeranno ad Alanya in Turchia.
Da quello che ho potuto vedere nelle gare Internazionali fino ad ora disputate, il livello prestazionale degli atleti è enormemente cresciuto, me compreso.
Da ogni competizione, ritiro o allenamento, torno sempre a casa con importantissimi input per migliorarmi in ognuna delle tre specialità, la bracciata nel nuoto, la posizione in sella, il “salto” con le stampelle, ecc…
Rimane, per ora, il sogno, di poter svolgere, almeno in un periodo della vita, un’attività da professionista, soddisfare insomma quella curiosità di portare al massimo della condizione possibile il mio corpo e la mia mente, ma non smetto mai un secondo di poterci riuscire.
Dopo l’infortunio alla schiena di 15 giorni fa, parto “pronto”, ho perso un’importante gara a Madrid, utile per la condizione fisica, ma sono soddisfatto comunque degli allenamenti svolti fino ad oggi e della mia condizione generale.
Partenza Giovedì 13 giugno e gara la domenica mattina.
A tutta!!!!!

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