La Prima del “Live Show”

Ieri a Milano ho fatto un altro importante piccolo passo verso uno dei miei sogni.
Per la prima volta ho indossato la maglia da assistente ad un corso esperienziale tenutosi a Milano. Assieme ad un fantastico team è andato in scena il primo appuntamento del “Life Show”, evento formativo per ragazzi dai 13 ai 19 anni.
Ci sono momenti nella vita dove darsi una pacca sulla spalla per il buon lavoro svolto è un dovere e per me ieri lo è stato. Ritengo d’aver contribuito positivamente alla riuscita della giornata visto l’entusiasmo dei ragazzi, dei coach e dei trainer.
Esperienze che ogni volta ti regalano emozioni indescrivibili. Contribuire all’inizio del cambiamento di un giovane non è cosa di poco conto, rende questa attività colma di responsabilità ma me ne accollo volentieri l’onere.
Qui sotto trovate il link dell’attività di cui ho parlato e che mi vede impegnato a 360°, dove è possibile avere tutte le informazioni sui contenuti, i nomi dei coach, dei trainer e le date ancora disponibili.

http://www.lifecamps.it/lifeshow/

Università per tutti

Martedì 3 dicembre 2013 ho avuto l’onore di prendere parte all’importante meeting “Università per tutti”, svoltosi presso l’Università di Reggio Emilia, in qualità di ospite.
Tra gli altri intervenuti moltissimi furono i nomi di rilievo: le Olimpioniche Cecilia Camellini e Sara Morganti, Francesco Messori, la studentessa Eleonora Calesini, sopravissuta al crollo di una palazzina durante il terremoto a l’Aquila, e tanti altri, intervistati dal giornalista Claudio Arrigoni. Ognuno di loro ha portato la propria testimonianza, condividendo con la platea la propria storia di disabilità e infondendo positività e sicurezza, dove tangibile è stata la volontà di lanciare in modo univoco un grande messaggio: la vita è una cosa meravigliosa, e pertanto va vissuta.
Nella seconda parte della mattinata Il giornalista Rai Nelson Bova, assieme ad alcuni ospiti tra i quali Elisabetta Genovese e Fiorenza Taricone, hanno introdotto il tema relativo all’inclusione delle persone con disabilità negli spazi universitari, ovvero come rendere accessibile a tutti ogni spazio dedicato allo studio.
In chiusura Uber Mazzoli, presidente del Villaggio Paralimpico presso la Fondazione Papa Giovanni XXIII di Sesso (RE), ha presentato il progetto del Villaggio medesimo che prevede la costruzione di strutture accessibili alle persone con diverse disabilità e al quale partecipo attivamente da quasi tre anni.

Impara dai Campioni (Reggio Emilia)

Quarto appuntamento come testimonial al corso Ekis “Impara dai Campioni” a Reggio Emilia. Attraverso l’esempio di alcuni campioni nelle sport, Livio Sgarbi utilizza le strategie da loro utilizzate trasformandole in modo tale da poterle adoperare nella vita o in qualsiasi aspetto dove si voglia raggiungere un’obiettivo. Io avrò il piacere di portare a circa 200 persone la mia esperienza di vita e di sport, da atleta, padre, marito, lavoratore, ecc…

Prima esperienza di questo tipo della mia vita, assolutamente da ripetere! Assieme ad Alessandro Colombo, Luigi Mengato e poco più di venti manager della Azienda Climaveveneta, venerdì mattina sono partito da Pejo in Val di Sole per scalare il Monte Vioz dove a 3.535 ho raggiunto il rifugio “Mantova”. Evento organizzato da ADECCO Formazione, molte le incognite da affrontare, prima esperienza di questo tipo,  alcuni punti innevati da attraversare con le stampelle, altitudine, ecc.. Con il supporto di Massimo e Davide, guide esperte,  ho iniziato a percorrere il sentiero che passo dopo passo diventava sempre più complicato, grossi massi da oltrepassare, lunghi tratti innevati e pendenze elevate. Temperatura altalenante a seconda se c’era il sole oppure nuvoloso ma comunque nonn c’è mai stato il bisogno di coprirsi con giubbotti pesanti e soprattutto non è mai piovuto. Ad un’ora dalla vetta il momento più difficile dove ho dovuto concentrarmi più sul resistere alla fatica che pensare a quanto mancasse, sguardo fisso a dove appoggiavo le stampelle ed il piede ma mai sulla cima della montagna. Arrivati al rifugio mi sono complimentato con tutti gli scalatori del gruppo e dopo pochi minuti di relax sui gradini ci siamo avviati tutti assieme verso la cima del Vioz per l’ultimo impegno fisico della giornata. Foto di rito e siamo scesi per riposarci un poco prima di cena. Atmosfera ottima tra tutti i componente del gruppo ed alle dieci tutti a nanna…nel mattino c’è da scendere!!!Mi sveglio con un leggero mal di testa, colazione con Ale e piano piano ci raggiungono tutti ai tavoli. Ore 8,20, si parte per il ritorno, riposato e senza mal di testa. L’impresa, così si può definire per parecchi di noi è oramai quasi riuscita e sebbene siamo molto stanchi non mancano mai battute e sorrisi durante le 4,5 ore che sono servite per raggiungere Pejo. Luigi, formatore ed organizzatore delle due giornate, ci fa disporre in cerchio per un breve de-briefing e tra saluti e ringraziamenti ognuno cerca in poche parole di esprimere le proprie emozioni di quelle due giornate “insolite”. Un’avventura che viste le sensazioni e le emozioni provate non rimarrà fine a se stessa.

8° Triathlon Campus a Parma

Reduce da un malessere durante la stessa manifestazione lo scorso anno dopo la frazione di nuoto, la voglia di fare bene era tanta. Assieme ad una decina di atleti paralimpici, abbiamo dato inizio ufficialmente alla gara di Triathlon con una batteria a noi dedicata, saggia decisione, a mio giudizio, dall’organizzazione. Avevo grande attese nella frazione di nuoto di misurare sul campo i miglioramenti e man mano passavano i metri la sensazione era di essere in condizione e di riuscire ad terminare la frazione con un buon tempo. Uscito dall’acqua con il compagno Alessandro corro forte alla bici, cambio velocissimo, porto la bici fuori dalla zona cambio e inizio a pedalare forte da subito. Un giro unico di 19 km, soffro molto i primi chilometri, complice il vento contrario e la strada leggermente in salita verso Felino. Giro di boa, ora è tutta un’altra storia, la velocità aumenta notevolmente e riesco a pedalare con molta più agilità. In zona cambio riesco ad essere di nuovo velocissimo e parto di corsa con le mie stampelle dove l’amico Paolo Delporto mi farà compagnia per tutti i 5 chilometri. Riesco fin da subito a tenere un’andatura sostenuta e costante, le rinfrescate con l’acqua fresca che ogni tanto Paolo riesce a darmi mentre sulla testa, mi aiutano molto facendomi sentire molto meno il caldo che a quell’ora avrebbe potuto mettere in crisi chiunque ed in 31 minuti arrivo al traguardo. Tempo totale, 1 ora e 19 minuti, buon tempo, tenendo però conto che le distanze erano sensibilmente inferiori alle solite. Ottimo test dunque, dove ne esco incoraggiato soprattutto nel nuoto e dal quale, come dopo ogni gara, porto a casa tantissimi input per migliorarmi….sempre!!!!

Campionati Europei di Paratriathlon

Argento Europeo, la mia medaglia più bella.
La gara è domenica alle 13, arriviamo dopo una giornata di viaggio ad Alanya giovedì 23.
Sono stanco ma l’entusiasmo di questa nuova avventura e di poter partecipare ad un Campionato così importante mi tengono sveglio fin dopo la mezzanotte.
Nei due giorni che precedono la gara, svolgo con i compagni di squadra allenamenti di riattivazione mescolare senza mai stancarmi troppo.
Molti i momenti dove sono riuscito a rilassarmi, e sabato sera, prima di cena, ecco che la tensione della gara, anche se leggera, mi colpisce.
Cena ricca di verdure, riso, frutta ed anche un dolcetto, poche parole ma molto concentrato.
Domenica mattina, orario a scelta per la colazione, ma è il giorno della gara ed alle 7 con Alessandro stiamo già scendendo per mangiare.Stomaco un po’ chiuso, mangio poche cose, saluto i ragazzi e torno in camera per gli ultimi preparativi.
Alle 10,30 ci avviamo dall’hotel verso il campo gara, ritiro chip ed iniziamo ad andare in zona cambio a preparare la bici.
Lo spirito tra gli atleti di varie Nazionalità è amichevole ma comunque ci si “controlla” a vicenda per capire ogni mossa, modifiche alle bici, chi indossa la muta, ecc…
Come in ogni gara Internazionale lo speaker elenc uno per uno ogni atleta, riempiamo il pontile, c’è chi appoggia le stampelle, chi la protesi. Un a sirena indica l’entrata in acqua, pochi secondi ed una seconda da il via al Campionato Europeo.
Come sempre si parte a tutta, non voglio esagerare, controllo gli avversari ma cerco di ascoltare il mio corpo e tengo un ritmo per me ottimale.
Esco dall’acqua secondo e raggiungo Troger con le stampelle prima della zona cambio.
Indosso velocemente il casco, prendo la bici e saltellando vado verso la linea rossa oltre il quale posso risalirci e “scappare via”.
Parto fortissimo, il percorso è tutto su ciottolato, 6 giri da 3.150 metri, sarà dunque difficilissimo fare la differenza portando più secondi possibili di vantaggio in zona cambio. Rallento leggermente la spinta a metà frazione per poi riprendere quel ritmo ai -3 km che mi permetterà di arrivare primo in zona cambio, iniziando la corsa con un vantaggio sul secondo di circa un minuto. Con le energie al lumicino, dopo 1 km, affronto il punto più difficile di tutta la gara, uno strappetto di 200/300 metri che si dovrà ripetere per due volte.
Oramai sfinito dalla fatica, non mollo, cerco di mantenere questa preziosissima posizione, uguagliando il risultato dello scorso anno in Israele.
Ultime curve, il popolo Turco mi incita con grida ed applausi, a 500 metri intravedo l’arrivo, pieno di gente e fotografi, alle mie spalle nessun avversario, sono a podio.

…conto alla rovescia per Alanya

Eccomi arrivato nella settimana dei Campionati Europei di Paratriathlon.
Quest’anno si svolgeranno ad Alanya in Turchia.
Da quello che ho potuto vedere nelle gare Internazionali fino ad ora disputate, il livello prestazionale degli atleti è enormemente cresciuto, me compreso.
Da ogni competizione, ritiro o allenamento, torno sempre a casa con importantissimi input per migliorarmi in ognuna delle tre specialità, la bracciata nel nuoto, la posizione in sella, il “salto” con le stampelle, ecc…
Rimane, per ora, il sogno, di poter svolgere, almeno in un periodo della vita, un’attività da professionista, soddisfare insomma quella curiosità di portare al massimo della condizione possibile il mio corpo e la mia mente, ma non smetto mai un secondo di poterci riuscire.
Dopo l’infortunio alla schiena di 15 giorni fa, parto “pronto”, ho perso un’importante gara a Madrid, utile per la condizione fisica, ma sono soddisfatto comunque degli allenamenti svolti fino ad oggi e della mia condizione generale.
Partenza Giovedì 13 giugno e gara la domenica mattina.
A tutta!!!!!

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Raduno Federale a Cesenatico

In vista della gara Internazionale a Madrid il 2 giugno ed i Campionati Europei di Paratriathlon in Turchia, lo scorso weekend sono stato convocato al ritiro della Nazionale a Cesenatico.
Due giorni con attività impegnative in tutte e tre le specialità.
Sabato mattina, sotto ad un diluvio, abbiamo svolto dei test sulla pista d’atletica di Cesenatico dove ho potuto confrontarmi per la prima volta in Italia con un atleta che come me corre con le stampelle, Gianni Sasso, detentore del Record del Mondo nella Maratona.
Nel pomeriggio ottimo allenamento in piscina dove ho visto concretamente i miglioramenti nel nuoto, grazie al duro lavoro invernale in piscina a Viadana.
Finalmente nella mattina di domenica siamo saliti in sella alle nostre bici, 3 ore effettive sui famosi colli romagnoli con un test “crono-scalata” di circa 2 chilometri.
Nel pomeriggio 60 minuti in piscina con la muta per esercizi di allungamento e tecnica.
Raduno terminato con ottime sensazioni visti i due importanti appuntamenti ma dal quale purtroppo esco con un forte mal di schiena dovuto secondo me all’attività del sabato mattina su pista.

ITU International Besancon (FR)

Ho vinto la mia prima competizione Internazionale nel Paratriathlon e non ero preparato all’occasione.
Sono emozioni forti, fortissime!!!!
Immagino chi vince spesso ed è abituato ad “abbattere” quel nastro che all’arrivo segnala il vincitore assoluto.
Esatto!!! Io non ero preparato a questo.
Stavo benissimo, a pochi minuti dalla partenza l’amico Bardella mi dice “ti vedo rilassatissimo”.
Parto forte nella corsa con le mie stampelle, arrivo in zona cambio con 4 minuti di svantaggio sul primo.
Salgo finalmente in bici, da subito i muscoli della gamba bruciano, sto tirando forte, il contachilometri segna velocità che mi piacciono.
All’undicesimo chilometro vedo il primo, svantaggio quasi recuperato che si annulla dopo due chilometri.
Pedalo ancora più forte ed arrivo in zona cambio con circa due minuti di vantaggio.
Parto con le stampelle, il polpaccio è un blocco di marmo ma continuo, l’esperienza mi insegna che dopo alcune centinaia di metri tutto si dissolve.
Arrivo al giro di boa degl’ultimi 2,5 chilometri ed il vantaggio è di circa 90 secondi.
Per la prima volta riesco a vedere la possibilità concreta di vincere l’oro.
Forte!!!
Ancora più forte!!! fino a quando taglio il nastro del primo classificato.
Siiiiiiiiiiiiii

Venice Crono Triathlon

Dopo mesi di allenamenti finalmente ieri si aperta ufficialmente la “stagione competitiva”.
Cornice suggestiva, il Lido di Venezia, che contrariamente allo scorso anno ci ha regalato una giornata meravigliosa.
300 e più i partenti con 8 atleti Paralimpici.
Particolarità di questa gara, che la rende differente a quasi tutte le altre, la possibilità di utilizzare la bici da crono essendo “no draft”.
Per me un importante banco di prova per avere una prima prova concreta del lavoro fatto nei mesi invernali soprattutto nel nuoto, dove con Angelo Boccaletti abbiamo lavorato moltissimo nella postura, respirazione e tecnica in acqua.
Appena partito in acqua mi sono accorto da subito che “c’ero”.
Ritmo alto cercando di stare il più possibile vicino a Bozzato Andrea, preceduto a sua volta da Ferrarin Michele, primo di tutto il Paratriathlon.
A metri 250 circa ho diminuito leggermente il ritmo che mi ha permesso di arrivare bene fino alla fine uscendo assieme al compagno di squadra Alessandro Colombo.
Tolta la muta “stampello” fino alla zona cambio dove trovo la bici, indosso il casco, numero e scarpa, ed esco dalla zona cambio partendo a tutta per i 20 km. Percorso caratteristico lungo la laguna, bellissimo, ma non c’è tempo per il panorama, giù sulle protesi, il contachilometri segna costantemente (o quasi) 35/36/37 km/h…avanti così, anche la gamba “c’è”…terminata la frazione arrivo in zona cambio dove lascio la bici ad uno degli organizzatori, tolgo il casco e la scarpa da bici, indosso la scarpa da ginnastica e parto, non a tutta, ma in questo caso “il più forte possibile”.
Il terreno sabbioso lungo tutto il primo chilometro mi penalizza siccome le stampelle sprofondano nella sabbia. Conoscendo il tracciato, identico all’edizione dello scorso anno, riesco a gestire al meglio le forze e tenere un bel ritmo fino alla fine.
Competizione positiva e stimolante per il proseguo della preparazione.