Archivio mensile:maggio 2013

Raduno Federale a Cesenatico

In vista della gara Internazionale a Madrid il 2 giugno ed i Campionati Europei di Paratriathlon in Turchia, lo scorso weekend sono stato convocato al ritiro della Nazionale a Cesenatico.
Due giorni con attività impegnative in tutte e tre le specialità.
Sabato mattina, sotto ad un diluvio, abbiamo svolto dei test sulla pista d’atletica di Cesenatico dove ho potuto confrontarmi per la prima volta in Italia con un atleta che come me corre con le stampelle, Gianni Sasso, detentore del Record del Mondo nella Maratona.
Nel pomeriggio ottimo allenamento in piscina dove ho visto concretamente i miglioramenti nel nuoto, grazie al duro lavoro invernale in piscina a Viadana.
Finalmente nella mattina di domenica siamo saliti in sella alle nostre bici, 3 ore effettive sui famosi colli romagnoli con un test “crono-scalata” di circa 2 chilometri.
Nel pomeriggio 60 minuti in piscina con la muta per esercizi di allungamento e tecnica.
Raduno terminato con ottime sensazioni visti i due importanti appuntamenti ma dal quale purtroppo esco con un forte mal di schiena dovuto secondo me all’attività del sabato mattina su pista.

ITU International Besancon (FR)

Ho vinto la mia prima competizione Internazionale nel Paratriathlon e non ero preparato all’occasione.
Sono emozioni forti, fortissime!!!!
Immagino chi vince spesso ed è abituato ad “abbattere” quel nastro che all’arrivo segnala il vincitore assoluto.
Esatto!!! Io non ero preparato a questo.
Stavo benissimo, a pochi minuti dalla partenza l’amico Bardella mi dice “ti vedo rilassatissimo”.
Parto forte nella corsa con le mie stampelle, arrivo in zona cambio con 4 minuti di svantaggio sul primo.
Salgo finalmente in bici, da subito i muscoli della gamba bruciano, sto tirando forte, il contachilometri segna velocità che mi piacciono.
All’undicesimo chilometro vedo il primo, svantaggio quasi recuperato che si annulla dopo due chilometri.
Pedalo ancora più forte ed arrivo in zona cambio con circa due minuti di vantaggio.
Parto con le stampelle, il polpaccio è un blocco di marmo ma continuo, l’esperienza mi insegna che dopo alcune centinaia di metri tutto si dissolve.
Arrivo al giro di boa degl’ultimi 2,5 chilometri ed il vantaggio è di circa 90 secondi.
Per la prima volta riesco a vedere la possibilità concreta di vincere l’oro.
Forte!!!
Ancora più forte!!! fino a quando taglio il nastro del primo classificato.
Siiiiiiiiiiiiii

Venice Crono Triathlon

Dopo mesi di allenamenti finalmente ieri si aperta ufficialmente la “stagione competitiva”.
Cornice suggestiva, il Lido di Venezia, che contrariamente allo scorso anno ci ha regalato una giornata meravigliosa.
300 e più i partenti con 8 atleti Paralimpici.
Particolarità di questa gara, che la rende differente a quasi tutte le altre, la possibilità di utilizzare la bici da crono essendo “no draft”.
Per me un importante banco di prova per avere una prima prova concreta del lavoro fatto nei mesi invernali soprattutto nel nuoto, dove con Angelo Boccaletti abbiamo lavorato moltissimo nella postura, respirazione e tecnica in acqua.
Appena partito in acqua mi sono accorto da subito che “c’ero”.
Ritmo alto cercando di stare il più possibile vicino a Bozzato Andrea, preceduto a sua volta da Ferrarin Michele, primo di tutto il Paratriathlon.
A metri 250 circa ho diminuito leggermente il ritmo che mi ha permesso di arrivare bene fino alla fine uscendo assieme al compagno di squadra Alessandro Colombo.
Tolta la muta “stampello” fino alla zona cambio dove trovo la bici, indosso il casco, numero e scarpa, ed esco dalla zona cambio partendo a tutta per i 20 km. Percorso caratteristico lungo la laguna, bellissimo, ma non c’è tempo per il panorama, giù sulle protesi, il contachilometri segna costantemente (o quasi) 35/36/37 km/h…avanti così, anche la gamba “c’è”…terminata la frazione arrivo in zona cambio dove lascio la bici ad uno degli organizzatori, tolgo il casco e la scarpa da bici, indosso la scarpa da ginnastica e parto, non a tutta, ma in questo caso “il più forte possibile”.
Il terreno sabbioso lungo tutto il primo chilometro mi penalizza siccome le stampelle sprofondano nella sabbia. Conoscendo il tracciato, identico all’edizione dello scorso anno, riesco a gestire al meglio le forze e tenere un bel ritmo fino alla fine.
Competizione positiva e stimolante per il proseguo della preparazione.