Campionati Europei di Paratriathlon

Argento Europeo, la mia medaglia più bella.
La gara è domenica alle 13, arriviamo dopo una giornata di viaggio ad Alanya giovedì 23.
Sono stanco ma l’entusiasmo di questa nuova avventura e di poter partecipare ad un Campionato così importante mi tengono sveglio fin dopo la mezzanotte.
Nei due giorni che precedono la gara, svolgo con i compagni di squadra allenamenti di riattivazione mescolare senza mai stancarmi troppo.
Molti i momenti dove sono riuscito a rilassarmi, e sabato sera, prima di cena, ecco che la tensione della gara, anche se leggera, mi colpisce.
Cena ricca di verdure, riso, frutta ed anche un dolcetto, poche parole ma molto concentrato.
Domenica mattina, orario a scelta per la colazione, ma è il giorno della gara ed alle 7 con Alessandro stiamo già scendendo per mangiare.Stomaco un po’ chiuso, mangio poche cose, saluto i ragazzi e torno in camera per gli ultimi preparativi.
Alle 10,30 ci avviamo dall’hotel verso il campo gara, ritiro chip ed iniziamo ad andare in zona cambio a preparare la bici.
Lo spirito tra gli atleti di varie Nazionalità è amichevole ma comunque ci si “controlla” a vicenda per capire ogni mossa, modifiche alle bici, chi indossa la muta, ecc…
Come in ogni gara Internazionale lo speaker elenc uno per uno ogni atleta, riempiamo il pontile, c’è chi appoggia le stampelle, chi la protesi. Un a sirena indica l’entrata in acqua, pochi secondi ed una seconda da il via al Campionato Europeo.
Come sempre si parte a tutta, non voglio esagerare, controllo gli avversari ma cerco di ascoltare il mio corpo e tengo un ritmo per me ottimale.
Esco dall’acqua secondo e raggiungo Troger con le stampelle prima della zona cambio.
Indosso velocemente il casco, prendo la bici e saltellando vado verso la linea rossa oltre il quale posso risalirci e “scappare via”.
Parto fortissimo, il percorso è tutto su ciottolato, 6 giri da 3.150 metri, sarà dunque difficilissimo fare la differenza portando più secondi possibili di vantaggio in zona cambio. Rallento leggermente la spinta a metà frazione per poi riprendere quel ritmo ai -3 km che mi permetterà di arrivare primo in zona cambio, iniziando la corsa con un vantaggio sul secondo di circa un minuto. Con le energie al lumicino, dopo 1 km, affronto il punto più difficile di tutta la gara, uno strappetto di 200/300 metri che si dovrà ripetere per due volte.
Oramai sfinito dalla fatica, non mollo, cerco di mantenere questa preziosissima posizione, uguagliando il risultato dello scorso anno in Israele.
Ultime curve, il popolo Turco mi incita con grida ed applausi, a 500 metri intravedo l’arrivo, pieno di gente e fotografi, alle mie spalle nessun avversario, sono a podio.

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