Parigi Brest Parigi 2011

Il Video: http://www.youtube.com/watch?v=lKKBNqTXDsk


Un’impresa cercata, voluta e poi riuscita da tutto il team.

Un successo personale come atleta e la soddisfazione di essere tra i fondatori dell’unico team al mondo, con un atleta ed una equipe, in grado di portare all’arrivo della Randonnèe più famosa al mondo un atleta amputato.

La Randonnèe: In 72 ore e 42 minuti ho concluso la mia Parigi-Brest-Parigi, traguardo tagliato da un atleta amputato per la prima volta in 120 anni di storia. 1.230 km i kilometri da percorrere.

Partenza alle 16 di domenica 21 agosto, con Alessandro e Enrico siamo nel gruppo dei primi 300, temperatura caldissima e molta tensione per l’impresa che si stava iniziando.

Fin da subito, e sarà una delle mosse vincenti, affrontare la PBS a tappe, dove sono situati i controlli, senza pensare troppo a quanti erano i km mancanti oppure quelli già percorsi.

Già dai primi km mi accorgo che saranno 3 giorni quasi totalmente in solitaria, le lunghe salite più o meno impegnative che caratterizzano questa parte della Francia mi impongono di tenere il mio ritmo senza cercare per forza la scia dei gruppetti che continuano a superarmi.

Ai vari controlli ci sono sempre Alessandro, Enrico, Pietro e Simone, che mi aspettano con il baule aperto della macchina, pieno zeppo di roba, ma con un angolino sempre libero dove posso riposarmi, ma prima di questo o alimentarmi si passa al controllo per il passaggio sul tappeto magnetico per il chip ed il timbro sul foglio di viaggio.

Mentre scambio alcune parole con i miei supporters si valuta in base all’orario, alla temperatura e dal tempo, cosa indossare, se cambiarmi prima di partire e cosa mettere nella piccola borsa anteriore. Il mix di adrenalina, preparazione fisica e mentale, incoraggiamento dai componenti del team e la consapevolezza di poterci riuscire, mi fanno macinare in circa 31 ore, senza mai dormire, i 615 km che mi portano così a metà avventura, nella città di Brest, dove rimango per circa mezz’ora per ripartire poi subito per raggiungee dopo 70 km la cittadina di Carhaix dove finalmente dormirò ben 2,5 ore.

Il breve sonno mi ha rigenerato, riempiamo la borsina di viveri, bevo un caffè bello lungo, saluto i compagni e riparto in sella alla mia bici per questa seconda parte che mi porterà a fine giornata, verso le 24, al km 1.009, dove pioggia e piccoli dolori la caratterizzeranno.

Cresce la stanchezza all’interno del team, io pedalo con una gamba ma loro devono farsi trovare al posto giusto, al momento giusto con tutto il materiale necessario per affrontare la tappa successiva, è un’impresa per tutti anche se in modo diverso.

Terza notte, quasi 60 ore di bici e più di 1.000 km percorsi, siamo a Villaines la Juhel e mi preparo per il secondo sonnellino di 2/3 ore.

Passano in fretta e dopo un lento risveglio (pochi secondi) ed una veloce colazione eccomi di nuovo in sella, accompagnato da ora fino all’arrivo da Alessandro, ritiratosi per cause maggiori al km 200 circa.

L’ecchimosi ai glutei, la caviglia gonfia e le tre dita della mano destra (quella del cambio) addormentate non mi scoraggiano, siamo agl’ultimi 200 km di questa spettacolare ed affascinante Randonnèe.

Arrivati a Dreux, ultima tappa, la convinzione di portare a termine l’impresa è totale, sono rilassato, affamato ma anche stanco.

Ora non si guarda il tempo che si sta fermi, si ripartirà con tutta la calma necessaria per godersi sia da seduto sull’asfalto a dorso nudo che in sella, ogni singolo secondo. Da quì mi seguirà anche Enrico. Partiamo, quasi tutto il J-NRG Paracycling Team pedala per le strade Francesi verso Parigi. Si parla moltissimo, dobbiamo ancora finire la PBP e già si discute di cosa faremo dopo, le prossime sfide ed i nuovi traguardi. Incontriamo il cartello con la scritta -10 km, ci si guarda e si sorride. Il cartello dei -5 km ci porta oramai nel centro città, direzione Guyancourt al Gymnase des Drotis de l’Homme, dove è situata la mitica rotonda dell’arrivo.

Attraversiamo alcuni semafori e ad un tratto il cartello del traguardo….e’ fatta!!!!

Alessandro impugna la telecamera e registra il giro d’onore attorno alla rotonda, che per avere il meglio i giri diventeranno tre. Ad aspettarci, Simone e Pietro, con una bottiglia di Champagne, ultimo timbro sul foglio di viaggio e la certezza di essere riuscito nell’impresa.

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