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	<title>Capitoli della vita di Andrea Devicenzi Archivi - Andrea Devicenzi</title>
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		<title>Capitolo 32</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Armando]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 09:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La mia storia]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Devicenzi]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Devicenzi Atleta paralimpico]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>… ci arriverò solo nel 2019, con la DueDue e Katana. Non so come sarebbe andata a finire se le avessi avute nel 2013. Forse sarei potuto arrivare alle Olimpiadi di Rio, forse avrei fatto una delle esperienze più intense della mia vita. Non ho comunque rimpianti.</p>
<p>Sono abituato a guardare avanti e a cogliere il positivo dalle cose. Ad imparare da quel che non va per andare oltre. Così è stato anche con il Triathlon e la corsa. Se ci pensate, le stampelle di nuova generazione che uso adesso in fondo sono anche figlie di quella esperienza, di quel fallimento, e di quel limite raggiunto…</p>
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		<title>Capitolo 31</title>
		<link>https://www.andreadevicenzi.it/capitolo-31/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Armando]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 09:09:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La mia storia]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Devicenzi]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Devicenzi Atleta paralimpico]]></category>
		<category><![CDATA[Capitoli della vita di Andrea Devicenzi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>… scelgo di lasciare tutto, anche se devo molto al Triathlon. Intanto, per la prima volta, ho affrontato gare in costume e mi sono reso conto di non avere più alcun tipo di vergogna: sembra una cosa da poco, ma non lo è. E’ il momento in cui mi rendo conto di essermi accettato, sino in fondo, per quello che sono. Un passo in più verso la maturità.</p>
<p>La seconda consapevolezza è quella che le stampelle classiche non sono adatte all’attività sportiva e neppure a quella prolungata. La pressione sulla schiena è fortissima, il peso che grava sulle mani nel tempo risulta essere insostenibile. Serve qualcosa in più…</p>
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		<title>Capitolo 28</title>
		<link>https://www.andreadevicenzi.it/capitolo-28/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Armando]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 09:06:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La mia storia]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea atleta paralimpico]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Devicenzi Atleta paralimpico]]></category>
		<category><![CDATA[Capitoli della vita di Andrea Devicenzi]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi Brest Parigi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>… i miei compagni di viaggio sono costretti al ritiro, uno dopo l’altro.</p>
<p>Le Randonnée sono prove massacranti dal punto di vista fisico e mentale. Affronto la Parigi Brest Parigi con il mio ritmo, senza guardare a quello che fanno gli altri. Il limite massimo di tempo sono le 90 ore e sono convinto di potercela fare.</p>
<p>Dormo un paio d’ore e poi torno in sella, fermandomi al volo solo per i bisogni. L’adrenalina mi tiene sempre desto, e negli ultimi 70 km capisco di avercela fatta. Sono il primo atleta al mondo, con una gamba sola, ad averla finita. Sono stravolto dalla fatica, ma felice…</p>
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		<title>Capitolo 27</title>
		<link>https://www.andreadevicenzi.it/capitolo-27/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Armando]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 09:05:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La mia storia]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Devicenzi Atleta paralimpico]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Devicenzi Speaker Motivazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>… per partecipare alla competizione francese devo ottenre 4 brevetti. Sui 200, sui 300, sui 400 e sui 600 km. Senza quelli non posso affrontare la<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>… per partecipare alla competizione francese devo ottenre 4 brevetti. Sui 200, sui 300, sui 400 e sui 600 km. Senza quelli non posso affrontare la Parigi Brest e ritorno.</p>
<p>Le gare preparatorie mi fanno acquistare coraggio. Mi rendo conto che il corpo risponde alle sollecitazioni: posso restare in sella e pedalare al mio ritmo costante per 36 ore.</p>
<p>Arriva l’inizio dell’agosto 2011. Parto per Parigi con 2 accompagnatori, Simone e Pietro, e con altri due ciclisti, uno paralimpico ed uno normodotato. Ci siamo, decido di far gara da solo…</p>
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		<title>Capitolo 26</title>
		<link>https://www.andreadevicenzi.it/capitolo-26/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Armando]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 09:04:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La mia storia]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea atleta paralimpico]]></category>
		<category><![CDATA[Capitoli della vita di Andrea Devicenzi]]></category>
		<category><![CDATA[La vita di Andrea Devicenzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>… non ho lasciato lo sport. Dopo il sogno sfumato delle olimpiadi di Londra 2012, vengo affascinato dal mondo delle Randonnée. E’ una sfida perché rispetto<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>… non ho lasciato lo sport.</p>
<p>Dopo il sogno sfumato delle olimpiadi di Londra 2012, vengo affascinato dal mondo delle Randonnée. E’ una sfida perché rispetto agli allenamenti precedenti, devo stravolgere tutto.</p>
<p>Dall’ora e mezzo al giorno alle 3/4 ore al giorno in sella alla bicicletta. Ritaglio il tempo incastrandolo con il lavoro. Nella testa comincio a pensare che ce la posso fare anche sui lunghissimi percorsi. Devo arrivare ad una classica, mai finita prima da un’atleta con una sola gamba…..la Parigi Brest Parigi…</p>
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		<title>Capitolo 24</title>
		<link>https://www.andreadevicenzi.it/capitolo-24/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Armando]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 09:02:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La mia storia]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Devicenzi]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Devicenzi Atleta paralimpico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>… siamo a cavallo tra il 2010 e il 2011. Con Luigi e Leonardo vengo coinvolto in un’esperienza che diverrà poi il mio mestiere. In verità<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>… siamo a cavallo tra il 2010 e il 2011.</p>
<p>Con Luigi e Leonardo vengo coinvolto in un’esperienza che diverrà poi il mio mestiere. In verità non un vero e proprio mestiere perché comincio &#8211; dopo un periodo di formazione personale &#8211; ad andare in giro a raccontare la mia storia.</p>
<p>Può servire ad altri, e può servire in tanti ambiti della vita. C’è sempre un modo per affrontare le cose che accadono, un motivo per mettersi alla prova, una possibilità di crescita. Questo lo comincio a portare in tutti i luoghi dove vado. L’esperienza più bella rimane comunque quella nelle scuole…</p>
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