<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>india Archivi - Andrea Devicenzi</title>
	<atom:link href="https://www.andreadevicenzi.it/tag/india/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.andreadevicenzi.it/tag/india/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 31 May 2021 13:47:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Scalata al Baralachla Pass (5.000 metri)</title>
		<link>https://www.andreadevicenzi.it/scalata-al-baralachla-pass-5-000-metri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Devicenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 09:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2010 – India a quota 5.602 metri]]></category>
		<category><![CDATA[Atleta Viaggiatore]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Blog HP]]></category>
		<category><![CDATA[avventure]]></category>
		<category><![CDATA[baralackla pass]]></category>
		<category><![CDATA[india]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.andreadevicenzi.it/?p=3723</guid>

					<description><![CDATA[<p>Siamo al terzo giorno di questa mia prima avventura. La strada fin da subito si presenta particolarmente sconnessa e tutto attorno le montagne sembrano stringersi attorno<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.andreadevicenzi.it/scalata-al-baralachla-pass-5-000-metri/">Scalata al Baralachla Pass (5.000 metri)</a> proviene da <a href="https://www.andreadevicenzi.it">Andrea Devicenzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo al terzo giorno di questa mia prima avventura.</p>
<p>La strada fin da subito si presenta particolarmente sconnessa e tutto attorno le montagne sembrano stringersi attorno a me con i suoi numerosi tornanti che non mi permettono di vedere quello che mi aspetta pochi metri davanti a me.</p>
<p>Mi guardo attorno, ed a ogni metro che percorro mi aspetta una nuova scoperta.</p>
<p>Il cuore vista l’altitudine batte molto forte pur cercando di mantenere un ritmo costante e senza esagerare.<br />
Anche il semplice gesto di sorseggiare un goccio di acqua dalla borraccia mi porta ad un “fuori giri” del cuore.</p>
<p>Le soste che il più delle volte mi creavano disagio visto che mancavano le possibilità di appoggiare la bici e dunque doverla sostenere con la gamba.<br />
Mi trovo a circa 4.000 metri e ciò mi porta a pensare che le vette che ho attorno a me superano abbondantemente i 5.000 metri.</p>
<p>Maestose, alte, impervie, colorate.</p>
<p>L’unica compagnia sono i miei pensieri ed il rumore delle ruote che metro dopo metro scorrono sulla strada.</p>
<p>La strada sale ad una pendenza media del 4 / 5 % attraverso tornanti che sembrano infiniti, tornanti che ogni tanto mi offrono una visuale di una cima a qualche chilometri con l’illusione di essere arrivato ma che una volta raggiunta te ne presenta una ancora più alta qualche chilometro più avanti.</p>
<p>La vegetazione è un miraggio già da alcuni giorni, l’ambiente è più lunare che terrestre.</p>
<p>Le cime, anche se unite l’una all&#8217;altra, hanno caratteristiche completamente diverse una all’altra, per conformazione e colore.</p>
<p>La maglia invernale mi ripara dal forte vento, complice della temperatura che pian piano si sta alzando.</p>
<p>Mi trovo al termine di una curva, quando ad un tratto alla mia destra, mi appare un lago dall&#8217;aspetto insolito.<br />
Mi fermo, controllo tra le mie scartoffie e scopro che si tratta del lago Suraj Tal, una superficie piattissima, perfettamente incastonata tra la neve che a quell&#8217;altitudine non si scioglie mai e che rispecchia quasi con indifferenza le cime candide tutte intorno.<br />
L&#8217;acqua ha infinite tonalità di verde, azzurro e blu.<br />
Impossibile proseguire, voglio filmare e fotografare questo spettacolo della natura a 4.890 metri.</p>
<p>Stanchezza, suggestione dei luoghi, lontananza dalla famiglia, solitudine, un bombardamento di sensazioni.</p>
<p>Lacrime che mi strappano un sorriso, mi riportano alla realtà e di quello che stavo realizzando.</p>
<p>Concentrato sui pedali e sul fondo ghiaioso, quando meno me lo aspetto, a meno di venti metri da me vedo il cartello con il nome della vetta, il Baralacha La.</p>
<p>Sono arrivato! Ci sono riuscito! Il primo traguardo della spedizione è stato raggiunto. Scoppio in un pianto liberatorio e ricevo i complimenti di alcuni turisti increduli arrivati fin lassù con la jeep, pochi, anzi, nessuno in quel momento lo aveva raggiunto in bici.</p>
<p>Non rimango tanto tempo, sia per la temperatura che per la strada ancora da percorrere, che con molta probabilità, sarà gran parte in discesa.</p>
<p>Saluto le persone presenti (pochissime) e riparto per raggiungere l’arrivo di tappa della giornata, esausto ma con il cuore pieno d’orgoglio per essere arrivati a cinquemila metri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.andreadevicenzi.it/scalata-al-baralachla-pass-5-000-metri/">Scalata al Baralachla Pass (5.000 metri)</a> proviene da <a href="https://www.andreadevicenzi.it">Andrea Devicenzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
