<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>paralimpiadi Archivi - Andrea Devicenzi</title>
	<atom:link href="https://www.andreadevicenzi.it/tag/paralimpiadi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.andreadevicenzi.it/tag/paralimpiadi/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 12 Mar 2026 17:39:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Lo sport non è uguale per tutti</title>
		<link>https://www.andreadevicenzi.it/lo-sport-non-e-uguale-per-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Devicenzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 17:25:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Atleta Viaggiatore]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Blog HP]]></category>
		<category><![CDATA[andrea atleta]]></category>
		<category><![CDATA[milano-cortina]]></category>
		<category><![CDATA[paralimpiadi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.andreadevicenzi.it/?p=6983</guid>

					<description><![CDATA[<p>Milano-Cortina 2026, 12 marzo Ho appena terminato di guardare la finale di curling alle Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 tra Corea e Cina. Nel sentire che la<span class="excerpt-hellip"> […]</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.andreadevicenzi.it/lo-sport-non-e-uguale-per-tutti/">Lo sport non è uguale per tutti</a> proviene da <a href="https://www.andreadevicenzi.it">Andrea Devicenzi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><strong>Milano-Cortina 2026, 12 marzo</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ho appena terminato di guardare la finale di curling alle Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 tra Corea e Cina.<br />
Nel sentire che la categoria mista è stata per la prima volta inserita alle Paralimpiadi, sono stato felice per loro, ma profondamente rammaricato per chi, come me, pedala con una gamba sola.<br />
Mi vedo dunque costretto a parlare di una verità scomoda che il mondo paralimpico sembra non voglia affrontare.<br />
Osservate questa foto in alto.<br />
Notate qualche differenza?<br />
Ricordo ai più distratti che si tratta di ciclismo, sport in cui il numero di pedali funzionanti e dunque il numero di gambe che spingono, è &#8220;sensibilmente&#8221; importante.<br />
I tre atleti nella parte superiore della foto, sono coloro che a Parigi 2024 hanno vinto le tre medaglie su pista nel chilometro da fermo nella categoria C2, la mia categoria, se decidessi di gareggiare a livello nazionale e internazionale:<br />
Alexandre Léauté (Francia) con paralisi parziale gamba destra<br />
Hidde Buur (Olanda) con paralisi cerebrale braccio/gamba destra,<br />
Gordon Allan (Australia) con paralisi cerebrale quattro arti.<br />
Tre atleti straordinari, tre campioni che meritano il loro successo e i traguardi che hanno raggiunto e che raggiungeranno.<br />
MA tutti e tre hanno DUE GAMBE.<br />
Medaglie per alcuni, impossibilità per altri.<br />
In alcune categorie paralimpiche esistono decine di classi diversificate, regalando agli atleti opportunità multiple, mentre per chi ha disabilità diverse nella stessa categoria non esistono possibilità di competere alla pari.<br />
Gareggiare nel ciclismo con una gamba contro atleti che ne hanno due è pressocché impossibile misurarsi alla pari.<br />
Non è una questione di talento, di allenamento o di voglia.<br />
La questione è fisica, biomeccanica, è matematica, perciò mi chiedo: perché si aggiungono nuove categorie e medaglie in alcuni sport, come il curling misto che ho appena visto per la prima volta alle Paralimpiadi, mentre nel ciclismo un amputato di gamba viene messo a competere con atleti che hanno entrambe le gambe funzionanti?<br />
Sottolineo che a 52 anni per me il percorso paralimpico è sicuramente chiuso.<br />
Non sto scrivendo per rivendicare una medaglia che non avrò mai, sto scrivendo perché aprire una discussione attorno a un tavolo potrebbe motivare e stimolare &#8220;miei simili&#8221; a mettersi in gioco, sognando come tanti altri l&#8217;oro paralimpico.<br />
C&#8217;è un ragazzo di 20 anni, da qualche parte nel mondo, che ha perso una gamba e sogna di diventare campione paralimpico di ciclismo.<br />
Quello stesso ragazzo, oggi, scoprirà che il suo sogno è impossibile per statuto, non per mancanza di talento.<br />
Lo sport paralimpico dovrebbe essere il luogo dell&#8217;equità per eccellenza.<br />
Dovrebbe essere il luogo dove ogni disabilità trova la sua giusta collocazione, dove ogni atleta può competere alla pari con chi ha una condizione simile alla sua.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Un grandissimo in bocca al lupo ai campioni di Milano-Cortina.<br />
Voi siete eroi che ispirate il mondo.<br />
Al movimento paralimpico dico: non è più accettabile ignorare queste disparità.<br />
Lo sport deve essere uguale per tutti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.andreadevicenzi.it/lo-sport-non-e-uguale-per-tutti/">Lo sport non è uguale per tutti</a> proviene da <a href="https://www.andreadevicenzi.it">Andrea Devicenzi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
