Chi sono

Mi chiamo Andrea Devicenzi, sono Coach e Atleta, appassionato di Sport ed avventure al limite. Sono sposato con Jessica ed ho due meravigliose bambine, Giulia e Noemi.

All’età di 17 anni un grave incidente motociclistico mi ha causato l’amputazione della gamba sinistra. Un evento tragico che ha cambiato la mia vita per sempre.

"Se n’è andata una gamba
ma non la voglia di vivere
ogni giorno della mia Vita
al massimo delle mie possibilità."

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  • Terminata la tappa ed arrivati a Natchez, nel Mississippi. Se guardo al calendario di questa grandissima avventura, all’arrivo a New Orleans mancano poco meno di 400 chilometri. Tre tappe alla conclusione, ma voglio pensare giorno per giorno, perché le ultime giornate mi hanno già riservato abbastanza sorprese. C’è ancora da raccogliere moltissimo, emozioni, difficoltà, luoghi, persone, musica. Dopo la difficile giornata di ieri, che mi ha messo seriamente alla prova per il caldo, a tratti davvero al limite della sopportabilità, oggi è andata leggermente meglio. Come ieri, ultime due ore sotto una pioggia torrenziale. Chi mi conosce lo sa, non mi spaventa l’acqua. L’ho colta come refrigerio, un aiuto dal cielo, quasi come una ‘ricompensa’ per il caldo folle delle ultime tappe. Ho rifiutato anche il k-way, ho voluto sentire sulla pelle ogni singola goccia. Restiamo nel Mississippi, ci troviamo in quella che è riconosciuta come la più antica città di questo stato. Più piccola rispetto a quelle che ci hanno ospitato nei giorni scorsi ma davvero molto bella ed accogliente. Conta poco più di 13mila abitanti. È conosciuta per le sue dimore storiche, che risultano essere precedenti al periodo della Guerra di Secessione. Abbiamo già di fronte la Louisiana, lo stato in cui si trova New Orleans. Tre ore di macchina circa per raggiungerla, ma noi ci arriveremo giovedì 20. Prima, passaggio a Saint Francisville e poi a Plaquemine. . Photo by Federico Manfredi (@Manfredishot)

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  • Questa mattina sono partito preoccupato. La notte non mi ha permesso di recuperare le forze dalla giornata di ieri. Gli oltre 40 gradi di media con cui ho dovuto fare i conti hanno rappresentato un’enorme difficoltà. Felice di esserci riuscito a raggiungere la meta ma il fisico ne ha risentito. Ho riflettuto tanto in queste ore perché davanti a me ci sono altre tappe impegnative per il chilometraggio e che il gran caldo potrebbe rendere ancora più dure. Oggi, altra prova difficilissima. Una delle due più difficile di sempre. 168 km (la seconda lunghezza in assoluto di questo viaggio). Sono partito con l’idea di fare una sosta ogni 30 minuti per bere e continuare ad idratare il corpo. Dissetarsi può sembrare un atto semplice, ma per chi è impegnato come me in un’impresa sportiva, diventa fondamentale. Mi è stato utile per non focalizzare l’attenzione sul totale dei chilometri che avevo davanti, ma solo sulle soste intermedie programmate. Ogni 30’ rappresentava un piccolo ed importante obiettivo centrato. 5’ minuti in cui mi idratavo, facevo un microsonno di 1’ e poi via. Al chilometro 130 ho visto il cielo che pian piano si riempiva di nuvole fino a -20, quando il sole non c’era più e la poggia mi ha accompagnato fino al Best Western di Vicksburg. All’arrivo ci sono arrivato grazie alla mia determinazione, alla mia famiglia ed a Nicholas e Federico, fondamentali. Domani raggiungeremo Natchez, la più antica città sorta sulle rive del Mississippi. Un aspetto sempre più bello di questa avventura è quello di poter unire allo Sport e alla musica anche la storia. Photo by Federico Manfredi (@Manfredishot)

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  • Con la tappa di oggi, siamo entrati nel cuore della Blues Highway. Tappa 14 che ci ha portato a Greenville, circa 140 i chilometri percorsi sotto un gran caldo, con la temperatura che a tratti ha superato i 42 gradi. Ammetto di aver fatto molto fatica e di aver toccato il limite. Molta difficoltà a rimanere nella posizione corretta in sella e grande dolore ai palmi delle mani. Continuavo a cambiare posizione sul manubrio e questo gesto fatto troppo ripetutamente, mi toglieva sicurezza alla guida della bici. Ho già affrontato temperature simile ma sono preoccupato per le tre tappe che mi aspettano, un po’ per il chilometraggio, ma soprattutto per la temperatura. Faccio particolare attenzione ai segnali del mio corpo, e cerco di idratarmi il più possibile. Ho fatto parecchie soste, tutte necessarie per far godere al fisico in qualche modo una sensazione di fresco. Il Mississippi mi ha accompagnato lungo il percorso, resta un riferimento per me e mi fa sentire quasi a casa, ricordando il mio tanto amato Po con i suoi campi. Il panorama che mi circonda, e’ caratterizzato soprattutto da lunghi rettilinei e da grandi distese di campi di cotone. E’ un’America totalmente diversa rispetto a quella che abbiamo attraversato nella prima parte di questo viaggio. Già già ieri a Clarksdale si e’ toccato con mano lo stretto rapporto di questo territorio con la musica blues, che e’ parte essenziale della storia locale. Greenville, la nostra meta di giornata, e’ una città di circa 28mila abitanti, capoluogo della contea di Washington, nel Mississippi, nota per i suoi musicisti blues ed i terreni fertili. Ora riposo il più possibile per rimettermi in bici domani. 170 i chilometri da percorrere.

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  • 13° tappa e solo 6 al termine di questa meravigliosa impresa. Uno degli aspetti a mio avviso più importanti, quando si affrontano avventure come quella che sto vivendo con la mia squadra qui in America, ritengo sia strettamente legato all’empatia che si instaura tra i membri del gruppo che lavora con me. La capacità cioè di sapersi anche mettere ‘nei panni’ delle persone con cui si collabora, riuscire a cogliere al meglio le sensazioni e le emozioni e così trasmetterle a chi ti segue. Il merito di come questa impresa sta “funzionando”, è senz’altro anche merito di Nicholas e Federico, impegnati qui sul campo assieme a me, e di tutti gli altri della squadra, che mi supportano dall’Italia, con cui c’è massima unità di intenti. Sappiamo dove vogliamo arrivare, cosa vogliamo comunicare e come vogliamo comunicarlo. Una grande fortuna per me avere al mio fianco persone che ognuna nel proprio ambito, è dotata di grande professionalità e passione per il progetto. Questa mattina abbiamo lasciato alle nostre spalle la città di Memphis e raggiunto a tardo pomeriggio la cittadina di Clarksdale, città dove nacque il blues. I chilometri sono stati circa 140, 10 in meno del previsto, perché a causa di una strada chiusa per lavori, sono stato costretto ad abbandonare la “old 61” per percorrere la “state 61”. Ci stiamo avvicinando sempre di più al traguardo di New Orleans. Ma con Nicholas e Federico non vogliamo soffermarci sulla conclusione del viaggio, ma vogliamo invece vivere giornata dopo giornata appieno, senza pensare a cosa sarà ed accadrà il giorno successivo. La tappa numero 14 ci porterà domani a Greenville, con 138 chilometri da percorrere in una terra per noi tutta da scoprire, con estrema e profonda, curiosità. . Photo by Federico Manfredi (@Manfredishot)

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  • Dopo 12 tappe e più di 1600 chilometri percorsi, la giornata di sosta qui a Memphis mi ha permesso di recuperare appieno le forze e di riassettare tutto il materiale per le ultime sette tappe, in direzione New Orleans. Ore a disposizione come o opportunità di scoprire una città mitica, arrivare a Graceland, casa di Elvis Presley, ma anche per staccare rispetto a quella che è stata la routine delle ultime due settimane. Mattinata dunque dedicata ad Elvis, alla sua storia e ad ammirare cosa nella sua carriera sia riuscito a fare. La visita nella sua dimora, ma soprattutto i suoi dischi d’oro, le auto, la palestra, i cimeli di ogni tipo ed i tributi che i più grandi musicisti al mondo gli hanno dedicato, come amicizia e come ispirazione per la loro musica. Domani si risale in sella e comincia finalmente la vera Blues Highway e l’emozione di poter pedalare in sella alla mia bici in luoghi che hanno segnato parte della storia della musica blues. Davanti a me ancora poco più di mille chilometri. Le giornate lasciate alle spalle sembrano essere volate ma hanno lasciato nella mia mente ricordi ed esperienze indelebili che riuscirò a rivivere con le foto, i video ed il libro che andrò a scrivere nei prossimi tre mesi. Il prossimo traguardo sarà percorrere i 150 chilometri previsti della tappa per raggiungere Clarksdale, conosciuta per essere la città dove nacque il blues, con distese interminabili di piante di cotone. Così ho letto in questi mesi preparando questa avventura. Incontreremo un’America diversa rispetto a quella vissuta fino ad ora, più provinciale. Segni che già qui a Memphis si percepiscono molto bene. La curiosità è tanta. Il nostro obiettivo per I prossimi giorni? Assorbire appieno l’energia che questi luoghi ci trasmetteranno, convinti che saranno diversi da ciò incontrato fino ad ora. Noi continueremo a documentare come meglio possiamo, per trasferire poi a tutti voi così come la stiamo vivendo, attraverso le foto, testi e video. Photo by Federico Manfredi (@Manfredishot)

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  • L’avventura “On the Road” che sto vivendo qui in America, è per me una metafora di vita. Ogni giorno mi permette di imparare qualcosa, aspetto fondamentale che mi permette di migliorare. L’esperienza maturata nelle imprese precedenti è stata utile per affrontare certe situazioni di difficoltà che anche qui negli Stati Uniti si sono presentate. Ma riflettendo anche rispetto a quello che è accaduto ieri, prima dell’arrivo a Jackson, quando è scoppiato il copertoncino della bici, non permettendomi di concludere la tappa sulla mia due ruote, mi guida a capire dell’importanza di non dare mai nulla per scontato. È stato un insegnamento importante, uno di quelli da ‘immagazzinare’ nella memoria in vista delle prossime imprese. Mi piace l’idea di avere un po’ tutto sotto controllo, in cui la pianificazione è importante, ma bisogna sempre fare i conti con la strada. Abbiamo raggiunto Memphis, un’altra città mitica per la musica, legata soprattutto al nome di Elvis e che attendevo da mesi di vedere con i miei occhi. Al primo approccio con il Mississippi, non lo nego, non è mancata un po’ di emozione. Da qui parte la vera e propria Blues Highway, che percorreremo fino a New Orleans costeggiando sempre il Mississippi stesso. Sono curioso, siamo curiosi di scoprire con Federico e Nicholas l’America che ci troveremo davanti. Intanto nella consueta diretta mattutina fatta da Jackson è stato bello parlare con l’amico trombonista e storico della musica Enrico Allavena. Domani giornata di scarico, documentando la città, in attesa delle ultime 7 tappe. Photo by Federico Manfredi (@Manfredishot)

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Eventi

  • Iniziano da Sabbioneta le presentazioni aperte al pubblico, relative al mio ultimo viaggio in Scandinavia, Finlandia, Svezia e Norvegia, denominato #crossinthenorth. Faremo assieme un viaggio, grazie a racconti, aneddoti, filmati e foto. Vi aspetto! Vi aspettiamo!

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Eventi trascorsi

  • Andrea Devicenzi Libro

    Castelverde – 9 dicembre 2022 Altro appuntamento in cui poter venire ad ascoltare e vedere l’Impresa in Islanda. Questa l’organizzazione della serata: Dalle ore 19 MOSTRA FOTOGRAFICA Alle ore 21 – Proiezione del Film “La mia Islanda su di un pedale” Alle ore 21:45 – Presentazione del libro “La mia Islanda su di un pedale” VI ASPETTO

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  • Andrea Devicenzi Islanda

    Noceto (PR) – 25 novembre 2022 Presentazione del libro “La mia Islanda su di un pedale”. Dalle ore 18 alle 23 – Mostra Fotografica Alle ore 21 – Proiezione del Film “La mia Islanda su di un pedale” Alle ore 21.45 – Presentazione del libro “La mia Islanda su di un pedale” Seguiranno aggiornamenti

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  • Andrea Devicenzi Ambrosetti

    Verona – 22 novembre 2022 Come relatore discuterò con il pubblico di come sia possibile andare oltre i propri limiti con coraggio, in un’ottica di costante miglioramento, arricchimento e crescita personale.

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