• Andrea Devicenzi

    Performance Coach & Paralympic Athlete

Chi sono


Mi chiamo Andrea Devicenzi, sono Coach e Atleta, appassionato di Sport ed avventure al limite. Sono sposato con Jessica ed ho due meravigliose bambine, Giulia e Noemi.

All’età di 17 anni un grave incidente motociclistico mi ha causato l’amputazione della gamba sinistra. Un evento tragico che ha cambiato la mia vita per sempre.

"Se n’è andata una gamba
ma non la voglia di vivere
ogni giorno della mia Vita
al massimo delle mie possibilità."

Blog

  • Quante volte in questi anni mi hanno chiesto, ma esattamente, cos’è che fai? Di cosa si occupa il coaching? Il Coaching è un METODO che si basa sull’individuazione e utilizzo delle potenzialità della persona e/o del gruppo per raggiungere obiettivi di cambiamento, miglioramento e/o superamento delle difficoltà. Due le figure fondamentali, il coach ed il coachee. Il percorso viene costruito su misura, utile a migliorare le prestazioni professionali e personali, mediante la ricerca delle proprie caratteristiche personali, competenze e risorse. Timothy Gallwey viene oggi definito uno dei padri del Coaching la quale sosteneva che la Prestazione (individuale o di team) è ottenuta dall’interazione tra l’utilizzo del potenziale disponibile con l’azione limitante delle interferenze interne ed esterne.                                                                             Prestazione = potenziale – interferenze Da questa formula si intuisce che per arrivare ad una prestazione eccellente, l’azione deve svolgersi in due direzioni: sviluppare il potenziale e limitare le interferenze. In quanto metodo, il Coaching si fonda e basa la sua efficacia su: Relazione volta a stabilire una collaborazione ed un patto di lavoro tra il Coach ed il Cliente. Sviluppo del proprio potenziale: l’individuazione, l’allenamento e l’utilizzo del potenziale della persona o del gruppo. Gestione delle interferenze: la presa di coscienza, la gestione e la trasformazione delle interferenze (interne/esterne) della persona o del gruppo. Sviluppo della consapevolezza e della responsabilità: un cammino di crescita nella conoscenza di sé e del proprio ambiente, nella capacità di scelta e nella responsabilità agita. Obiettivi concretamente perseguiti. Monitoraggio dei risultati attraverso fasi di report e di restituzione di feedback. Il Coaching è pertanto basato si di una relazione facilitante tra il Coach e il Coachee, nella quale il coach accompagna il coachee nella ricerca di una dimensione più ampia di Consapevolezza realizzazione personale

  • Le emozioni del cammino di San Francesco dello scorso anno hanno lasciato ricordi, emozioni, esperienze, indelebili nella mia mente e nel mio cuore. La ricerca della “lentezza” l’ho trovato in quei suoi 500 chilometri e questo mi spinge anche per il 2019 di ricercare un altro cammino. Condizione irrinunciabile, rimane nel nostro paese e valorizzarne le proprie bellezze culturali, artistiche, architettoniche ed umane. Come lo scorso anno inizio a cercare su internet e nei vari gruppi social, scoprendo che oramai esiste una vasta varietà dal punto di vista chilometrico, difficoltà e zona. Se potevano sembrare all’apparenza impossibili i 500 chilometri di San Francesco da La Verna ad Assisi, opto per una sfida ancora più difficile, i 1.000 chilometri della Via Francigena dalla Valle d’Aosta fino a Roma. Un cammino diverso dallo scorso ma comunque che richiede preparazione ed organizzazione. Stay tuned . LEGGI anche: Sezione PROGETTI: https://www.andreadevicenzi.it/progetti/ Sezione CHI SONO: https://www.andreadevicenzi.it/chi-sono/ Sezione BLOG: https://www.andreadevicenzi.it/blog/

  • Un inverno quello tra il 2017 ed il 2018 di grande cambiamento dal punto di vista sportivo. Dopo un 2017 con il viaggio a Capo Nord e nessuna ambiziosa sportiva ma comunque la volontà di mantenermi in forma, maturano dentro di me i ricordi di quella esperienza in Perù nel 2016 in cui per la prima volta affrontai un cammino. Denominato “Inca Trail”, in 4 giorni e superando una vetta a 4.200 metri, giunsi dopo circa 50 chilometri sul Machu Picchu, il sito archeologico più famoso del mondo (la descrizione di quei momenti la trovate nella sezione dedicata in PROGETTI). Il desiderio comunque di continuare nelle mie imprese, allenarmi e faticare, sono ancora presenti ma a differenza degli scorsi anni, avverto un bisogno di rallentare, godermi maggiormente ciò che ho attorno, ascoltare le persone al mio fianco ed interagire con loro. Arrivo dunque facilmente alla decisione di provare la mia prima esperienza in cammino. Da subito riconosco l’enorme difficoltà di una avventura simile abbinata alla scarsa esperienza in questo ambito dovendolo affrontare con una gamba e due stampelle, ma in passato ho già toccato con mano altre sfide all’apparenza impossibili e non mi lascio condizionare da questi pensieri. Curiosando su internet per conoscere quali fossero le possibilità, vengo da subito guidato al Cammino di Santiago, conosciutissimo ed oramai percorso da mezzo mondo, quasi fosse la tappa obbligata per ogni pellegrino. Mi affascina certo quel pensiero, migliaia di persone attorno a me ed altrettante storie, ma l’amore per il mio paese ha la meglio e decido di rimanere in Italia. Anche qui molte le possibilità finchè leggo la storia del Cammino di San Francesco, con partenza dal Santuario de La Verna, passando per Assisi ed arrivare a Roma. La scelta a presa!!!   LEGGI anche: Sezione PROGETTI: https://www.andreadevicenzi.it/progetti/ Sezione CHI SONO: https://www.andreadevicenzi.it/chi-sono/ Sezione BLOG: https://www.andreadevicenzi.it/blog/

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