Chi sono

Mi chiamo Andrea Devicenzi, sono Coach e Atleta, appassionato di Sport ed avventure al limite. Sono sposato con Jessica ed ho due meravigliose bambine, Giulia e Noemi.

All’età di 17 anni un grave incidente motociclistico mi ha causato l’amputazione della gamba sinistra. Un evento tragico che ha cambiato la mia vita per sempre.

"Se n’è andata una gamba
ma non la voglia di vivere
ogni giorno della mia Vita
al massimo delle mie possibilità."

Blog

  • Andrea Devicenzi Dallara

    Varano de’ Melegari, gennaio 2026 Oggi sono entrato nel tempio del carbonio. Nel luogo dove la fisica incontra l’impossibile. Alla Dallara. Nell’ufficio dell’Ingegnere. Davanti all’Ingegner Gian Paolo Dallara, nel suo ufficio, l’uomo che ha scritto la storia del motorsport mondiale, racconto delle 24 ore, dei 602,990 chilometri percorsi in un giorno solo, dei 10 Guinness World Record conquistati pedalando con una gamba sola. Nei suoi occhi, vedo qualcosa che non mi aspettavo: stupore e curiosità. L’ingegnere che ha progettato monoposto vincenti in Formula 1, IndyCar e in tutto il mondo, che ha fatto del carbonio la sua firma globale, rimane colpito da quello che un atleta paralimpico ha fatto su una bici. Non è compassione, è rispetto. È la meraviglia di chi riconosce l’eccellenza in qualsiasi forma si manifesti. In quel momento capisco: i limiti non esistono in nessun campo. Né in pista, né sulla strada. Poi arriva il momento che sognavo. Mi siedo sulla Dallara Stradale. Fibra di carbonio ovunque. Il sedile mi avvolge come fosse stato fatto su misura per me. Antonio, il pilota collaudatore, è al volante. “Pronto?” mi chiede. Sorrido e annuisco di sì. Venti minuti per le strade di Varano de’ Melegari che sembrano secondi. Accelerazione. Curva. Adrenalina pura. Il corpo schiacciato dai G e il cuore a mille nelle curve, mentre Antonio mi spiega come e quanto sia incollata a terra quell’automobile. Carbonio che vola. Ingegneria che emoziona. Ogni curva è una lezione di fisica applicata. Ogni accelerazione è un dialogo tra uomo e macchina. Capisco cosa significa quando dicono che una Dallara “parla” con chi la guida. È precisione assoluta tradotta in movimento. Poi la sala conferenze. Oltre 100 persone. Sono i dipendenti Dallara, proprio loro che ogni giorno costruiscono l’eccellenza. Ingegneri, tecnici, operai specializzati. Le persone che trasformano i disegni in realtà, che modellano il carbonio come scultori. Racconto il prima e il dopo. L’incidente a 17 anni. La rinascita. I record. Le sfide. Parlo delle Katana, quelle che sembrano stampelle ma che vanno oltre, progettate con la stessa filosofia che muove Dallara: il carbonio non come materiale, ma come soluzione all’impossibile. Un progetto nato dalla collaborazione con partner d’eccellenza come Bercella, Vibram, Autotecnica, e naturalmente Dallara stessa. Non è solo una collaborazione tecnica, è una visione condivisa: spingere i confini di ciò che è possibile, sempre. Che sia una monoposto da corsa o una stampella per un atleta paralimpico, la domanda è sempre la stessa: come possiamo fare meglio? Come possiamo andare oltre? C’è un filo rosso che lega tutto. La Dallara Stradale che sfreccia a Varano. I 602 chilometri che ho percorso in 24 ore. Le Katana che nel 2026 diventeranno personalizzabili per ogni atleta. Quel filo è il carbonio. Ma non solo come fibra, come materiale tecnico. È il carbonio come filosofia: leggerezza che diventa forza, rigidità che diventa precisione, tecnologia che diventa libertà. Per Dallara, il carbonio è la chiave per vincere gare. Per me, il carbonio è la chiave per vincere nella vita. Torno a casa con gli occhi ancora pieni di quella monoposto, con le mani che ancora sentono le vibrazioni della strada, con il cuore pieno di gratitudine. Questa giornata ha rafforzato ancora di più il legame con un’azienda che non produce solo auto, ma sogni in fibra di carbonio. Grazie Dallara. Grazie Ingegner Gian Paolo Dallara per lo stupore nei suoi occhi. Grazie Antonio per avermi fatto volare con i piedi per terra. Grazie a tutte le persone che oggi mi hanno fatto sentire parte di qualcosa di grande. Nel tempio del carbonio, ho capito ancora una volta che l’impossibile è solo una parola. E che quando metti insieme passione, competenza e visione, quella parola perde significato.

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  • Andrea Devicenzi LIONS Club Bardi Val Ceno

    Bardi, 31 gennaio 2026 Ieri ho vissuto uno di quei momenti che ti ricordano perché vale la pena continuare a mettersi in gioco: sono diventato socio onorario del Lions Club Bardi Val Ceno. Per me non è solo un riconoscimento formale, ma di entrare a far parte di una famiglia dove, fin dal primo istante, ho trovato sorrisi, accoglienza, partecipazione autentica e quella voglia di FARE che riconosco in chi, come me, crede nel servizio agli altri. Ad accompagnarmi in questo percorso c’è Franco Bercella, mio padrino e carissimo amico che in questi ultimi anni mi è stato incredibilmente vicino nel progetto delle stampelle Katana, per me importantissimo e sogno di una vita. Franco non è solo un amico, è uno di quegli uomini che quando credono in qualcosa, ci mettono cuore, testa e mani. Presenti circa ottanta Lionisti provenienti da quattro club diversi. Tra loro, una persona per me speciale: Teresa Filippini, la Governatrice, amica che mi ha sostenuto concretamente nel progetto Tour dei 4 Elementi che svolgerò tra maggio e giugno di quest’anno. È stata lei a farmi ottenere il patrocinio nazionale Lions, dopo aver presentato il progetto all’assemblea nazionale dei governatori. Un’alleanza che ha dato al Tour una credibilità istituzionale fondamentale. Al tavolo con me c’erano anche Pietro Di Natale e Ferdinando Lapetina, responsabile dell’Associazione Nazionale Lions Fotografi. Mi hanno consegnato i quattro volumi dedicati ai 4 Elementi, un lavoro straordinario durato cinque anni che racconta attraverso le immagini il legame tra natura, sport e territorio. Ma non si sono fermati qui, proponendomi un quinto volume, sempre legato al progetto dei 4 Elementi. Un’idea che mi ha entusiasmato e che aggiunge un nuovo tassello a questo mosaico che stiamo costruendo insieme. Lo ammetto, questo ingresso nei lions è un’altro impegno importante che si aggiunge a tutto ciò che ho già “in piedi”. Il 2026 è già carico di sfide: il Tour dei 4 Elementi, il record delle 24 ore ad Arese, l’avventura al Circolo Polare Artico con i ragazzi, il lancio delle Katana personalizzabili. Ma entrare nei Lions non è un peso, ma una opportunità per continuare ad imparare e crescere, dando agli altri. Questa è sempre stata la mia bussola e che desidero si rafforzi sempre di più: non si cresce da soli, si cresce insieme, e in una famiglia come quella del Lions Club, dove il motto è “We Serve”, ho trovato persone che condividono questa visione. Quello che mi ha colpito di più, non sono stati i riconoscimenti o i titoli, ma la voglia di fare che ho visto negli occhi di queste persone. La stessa che vedo negli studenti quando partono per l’Islanda o la Cambogia. La stessa che vedo nei ragazzi quando salgono in bici per la prima volta convinti di non farcela. Servire gli altri non è un dovere. È un privilegio. Grazie Lions Club Bardi Val Ceno per avermi accolto. Grazie Franco per avermi guidato fin qui. Grazie Teresa per aver creduto nei 4 Elementi. Grazie a Pietro, Ferdinando e a tutti gli ottanta lions che mi hanno fatto sentire a casa.

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  • Andrea Devicenzi Progetti del Cuore

    Parma, 10 gennaio 2026 – Sede ZEBRE Rugby Ieri mattina, ho avuto l’onore di aprire l’anno insieme al team di Progetti del Cuore nella splendida cornice della sede degli ZEBRE Rugby a Parma. Trenta agenti carichi di energia, voglia di fare, di crescere. Davanti a loro, ho aperto con una domanda semplice ma diretta: “Avete già fatto il PRIMO PASSO concreto verso i vostri obiettivi 2026?” Con 10 Guinness World Records all’attivo, comunque, in vista dei traguardi di questo 2026, il 2 gennaio mi sono svegliato alle 7:00 come se fossi a ZERO. Davanti a me due montagne, cioè i due progetti che sogno di realizzare quest’anno, ma che ancora non posso raccontarvi. Il paradosso del campione Qual è il paradosso del campione? Ripartire sempre dall’inizio. Ma c’è un segreto che ho condiviso con loro: chi parte forte a gennaio, arriva sereno a settembre. Chi rimanda a febbraio, corre col fiatone tutto l’anno. Non è sofferenza, è SERENITÀ. È avere margine quando arrivano gli imprevisti, è godersi il viaggio invece di arrancare verso il traguardo. L’ho imparato sulla mia pelle: quando ho deciso di battere il record delle 24 ore, non l’ho fatto il giorno della gara. L’ho deciso a novembre 2025, quando ho iniziato ad analizzare i dati, costruire il piano di allenamento, contattare gli sponsor, preparare la logistica. Settembre 2026 si costruisce in questi giorni di gennaio, non quando sarà già tardi. Le parole che ci cambiano Durante l’incontro abbiamo parlato di parole potenti, quelle che fanno davvero la differenza nel lavoro di chi deve entrare in contatto con le persone ogni giorno: EMPATIA per capire veramente chi abbiamo di fronte, al di là delle apparenze. ASCOLTO attivo, quello che fa sentire l’altro importante, ascoltato, compreso. AUTO-ANALISI per migliorarsi ogni giorno, senza mentirsi, guardandosi allo specchio con onestà. VISUALIZZAZIONI per vedere già il traguardo mentre sei ancora alla partenza, per sentire già il sapore della vittoria quando stai ancora preparando la sfida. Sono le stesse parole che uso per preparare i miei record, le stesse che applico quando lavoro con studenti e atleti nel programma “Oltre l’Impossibile”. L’intelligenza artificiale come alleata È stata inoltre l’occasione di portare per la prima volta un tema nuovo nel mondo dello sport e della motivazione: l’INTELLIGENZA ARTIFICIALE come alleata quotidiana. Non per sostituirci, ma per liberare tempo dalle attività ripetitive, per permetterci di concentrarci su ciò che solo noi umani possiamo fare: creare empatia vera, ascoltare davvero, costruire relazioni autentiche. L’IA può scrivere email, analizzare dati, organizzare calendari. Noi possiamo guardare negli occhi una persona e capire cosa sta davvero cercando. Il futuro non è scegliere tra umanità e tecnologia. È usare la tecnologia per essere più umani. Il giorno della decisione Il record non si batte il giorno del record. Si batte il giorno in cui DECIDI di iniziare a prepararlo. Per me è stato novembre 2025. Per loro e per voi, è OGGI. Grazie a Progetti del Cuore, a Daniele e Viviana, per avermi dato questa opportunità. Grazie ZEBRE Rugby per l’ospitalità. Grazie a tutti e trenta gli agenti che hanno scelto di iniziare questo 2026 con me. Il momento è adesso.

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  • 3° Convegno “Sport, Salute e Benessere Sociale” dei Lions Club Ci sono serate che non sono “eventi”, ma punti di svolta. Quella di ieri, organizzata dai Lions Club di Medolla al Teatro Comunale W. Facchini, è stata una di quelle occasioni rare in cui la parola diventa davvero strumento di consapevolezza, relazione e trasformazione. Sono stato invitato come relatore, accanto a figure di grande rilievo nel mondo dello sport e della formazione: allenatori nazionali, docenti universitari, dirigenti sportivi. Un parterre che ha reso il confronto ancora più ricco e profondo. Il mio intervento: dalla fragilità alla forza, grazie alle parole. Ho portato sul palco la mia storia, l’incidente, la perdita della gamba, gli anni iniziali pieni di frustrazione, confusione, domande senza risposte. E poi la svolta: il potere delle parole. Ho condiviso come – negli anni – la trasformazione del mio vocabolario interiore abbia cambiato tutto: la mia identità la mia resilienza la mia capacità di affrontare il dolore le mie performance sportive le mie relazioni i miei risultati, fino agli ultimi 10 Guinness World Records Ho raccontato come “non ce la farò mai” si è trasformato in “Vediamo fin dove posso arrivare”, e come questa semplice frase abbia aperto un percorso che mi ha condotto in velodromi, deserti, vie di pellegrinaggio e sfide che mai avrei immaginato. Il filo conduttore della serata: la parola come responsabilità La cosa che mi ha colpito di più è che tutti i relatori – da ambiti diversi – hanno portato messaggi convergenti, creando un mosaico chiaro, potente, profondamente attuale. Le parole chiave della conferenza, Relazione, Fiducia, Talento, Singolarità, Ascolto, Entusiasmo, Educazione, fare le domande giuste, Responsabilità linguistica. Il linguaggio non come semplice comunicazione, ma come fondamento della nostra identità emotiva e professionale. Sono grato per l’ascolto, per le domande, per i sorrisi e per quegli sguardi che ti fanno capire che stai lasciando un segno. Il valore dell’altruismo, nella sintesi finale del Presidente del Service, Guido Zaccarelli, forte richiamo all’altruismo come bussola per affrontare il presente, le sue complessità e le sue sfide emotive. Un approccio che sento profondamente vicino anche al mio lavoro come coach, formatore e atleta: aiutare le persone a migliorarsi non con teorie, ma con esempi concreti, scelte quotidiane e un linguaggio che costruisce e non distrugge. Porto a casa da questa serata nuove relazioni, la conferma del potere della parola, la bellezza del confronto ed il privilegio di aver condiviso il palco con professionisti di grande valore Porto a casa anche una responsabilità, di continuare a diffondere questo messaggio nelle aziende, nelle scuole, nelle associazioni e in tutti quei luoghi dove la parola può davvero cambiare destini. Grazie al Lions Club Medolla, a chi c’era e a chi vorrà continuare questo cammino con noi.

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  • Oggi l’Aula Magna dell’ITE Tosi di Busto Arsizio si è trasformata in un luogo di viaggio, scoperta e ispirazione… senza muoversi di un centimetro. Davanti a quasi 800 studenti in 2 incontri, ho presentato Oltre l’Impossibile 3, la nuova avventura che nel 2026 porterà un gruppo di 12 giovani nel Circolo Polare Artico, uno dei luoghi più affascinanti e ostili del pianeta. Una sfida che continua un progetto visionario, nato quasi per intuizione, diventato esperienza concreta in Islanda nel 2024 e poi in Cambogia nel 2025, e che oggi cresce, si evolve e apre una nuova rotta verso il Nord estremo. Ho raccontato i panorami infiniti dell’Islanda, il silenzio dei suoi ghiacciai, il calore del popolo cambogiano e gli 810 km pedalati tra umidità e strada rovente. Negli occhi di molti ragazzi vedevo accendersi quella scintilla che riconosco immediatamente: la voglia di provarci. Quella voglia che nasce quando scopri che i limiti non sono muri, ma orizzonti da spostare. Oltre l’Impossibile è nato dall’idea di due visionari, me e la dirigente Amanda Ferrario, con la collaborazione di moltissime persone, che credevano si potesse portare una nuova forma di educazione all’interno della scuola. Un’educazione esperienziale, fatta di strada, fatica, silenzi, scelte, responsabilità, collaborazione, scoperta del proprio mondo interiore e di quello esterno. Un viaggio che prima di tutto, i ragazzi fanno dentro di sé. Nelle prime due edizioni ho visto studenti trasformarsi, superare paure, condividere fragilità, trovare una voce più forte, una direzione più chiara. Li ho visti andare oltre ciò che credevano possibile e oggi, mentre parlavo, percepivo quella stessa energia crescere ancora. La terza edizione li porterà in un ambiente completamente diverso: Gelo, Vento, una Natura che non fa sconti ed il Sole a mezzanotte. Un contesto che ti insegna a collaborare, sviluppare fiducia verso gli altri e scoprire chi sei. Da oggi si apre ufficialmente la fase delle candidature. Gli studenti del Tosi potranno inviare il proprio video motivazionale, raccontando perché vogliono far parte della spedizione e cosa significa, per loro, superare l’impossibile. Non cerchiamo atleti e tantomeno “i migliori”. Cerchiamo giovani che desiderano mettersi in gioco, con autenticità, coraggio e la voglia di scoprire chi possono diventare. Il viaggio è appena ripartito. E come sempre… non ci fermiamo.

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  • ASSET Vallagarina Andrea Devicenzi

    Sabato 15 novembre ho avuto il privilegio di essere ospite a Nogaredo (TN), nella splendida cornice della Cantina Vivallis, per l’evento organizzato da ASSET Vallagarina per il “Gruppo Giovani”. Un luogo che profuma di eccellenza italiana e tradizione, perfetto per una serata dedicata alla crescita personale e professionale. L’incontro si è aperto con una brillante performance teatrale di un gruppo del territorio, capace di accendere energia e curiosità in sala. A seguire, una visita guidata di mezz’ora in cantina, dove i presenti hanno potuto immergersi nella storia, nella qualità e nel valore di un’azienda che rappresenta una delle realtà vitivinicole più consolidate del Trentino e nazionale Poi è arrivato il mio momento! Partendo dal racconto della mia storia, punto più buio a 17 anni, alla rinascita, alle avventure nel mondo, i record e i progetti nelle scuole. Ho accompagnato i presenti in un viaggio dentro ciò che realmente costruisce una performance, non solo sportiva, ma umana. Per 90 minuti abbiamo lavorato su quattro pilastri fondamentali: ASCOLTO – di sé stessi, degli altri, del contesto. TEAM – perché nessuna impresa, piccola o grande, nasce da soli. OBIETTIVI – chiari, misurabili e allineati alla nostra identità. LEADERSHIP – intesa come responsabilità, visione e servizio. Ho condiviso strategie, processi e strumenti che utilizzo nei miei percorsi di coaching, nelle spedizioni sportive e nei progetti con i giovani, ma soprattutto, ho mostrato come ogni difficoltà, se letta nel modo giusto, può trasformarsi in una forza. Dopo lo speech, la serata è proseguita con un apericena e musica dal vivo. Per altre due ore ho avuto la possibilità di confrontarmi con i ragazzi e le ragazze presenti, rispondendo alle loro domande, entrando nei dettagli e aiutandoli a collegare ciò che avevano ascoltato alla loro realtà personale, professionale e scolastica. Questi momenti sono sempre i più preziosi: quando la teoria lascia spazio ai volti, alle storie, alle vulnerabilità e alle ambizioni di chi ho davanti. . Perché eventi come quello di ieri confermano una cosa: c’è una grande fame di formazione autentica, concreta, esperienziale. Le organizzazioni – aziende, gruppi giovani, associazioni, scuole – oggi cercano incontri che non siano “motivazionali” per mezz’ora, ma trasformativi nel tempo. Ed è esattamente ciò che porto nei miei interventi. Se vuoi organizzare nella tua realtà: uno speech potente e coinvolgente un percorso formativo per il tuo team un incontro per giovani o per professionisti un’esperienza che unisce sport, resilienza, leadership e mindset SCRIVIMI! Sarà un piacere costruire qualcosa su misura per la tua realtà.

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Eventi

Eventi trascorsi

  • Iniziano da Sabbioneta le presentazioni aperte al pubblico, relative al mio ultimo viaggio in Scandinavia, Finlandia, Svezia e Norvegia, denominato #crossinthenorth. Faremo assieme un viaggio, grazie a racconti, aneddoti, filmati e foto. Vi aspetto! Vi aspettiamo!

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  • Andrea Devicenzi Libro

    Castelverde – 9 dicembre 2022 Altro appuntamento in cui poter venire ad ascoltare e vedere l’Impresa in Islanda. Questa l’organizzazione della serata: Dalle ore 19 MOSTRA FOTOGRAFICA Alle ore 21 – Proiezione del Film “La mia Islanda su di un pedale” Alle ore 21:45 – Presentazione del libro “La mia Islanda su di un pedale” VI ASPETTO

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  • Andrea Devicenzi Islanda

    Noceto (PR) – 25 novembre 2022 Presentazione del libro “La mia Islanda su di un pedale”. Dalle ore 18 alle 23 – Mostra Fotografica Alle ore 21 – Proiezione del Film “La mia Islanda su di un pedale” Alle ore 21.45 – Presentazione del libro “La mia Islanda su di un pedale” Seguiranno aggiornamenti

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