
Intimo OUTWET
18 Febbraio 2026C’è un momento in cui una sfida smette di esistere solo nella testa di chi la pensa e inizia a prendere forma. Per me, quel momento è arrivato ieri pomeriggio, nello spazio de “Il Centro” di Arese, davanti a curiosi, appassionati, partner e amici che hanno ascoltato, fatto domande, e qualcuno, lo ammetto, non ci credeva.
Ho presentato ufficialmente il terzo grande progetto del 2026: il tentativo di 10 nuovi Guinness World Records e 10 record mondiali paralimpici sulle 24 ore, in outdoor. Un’impresa che si svolgerà il 12 e 13 settembre 2026 su “La Pista” dell’Autodromo di Arese, dalle ore 17:00 di sabato alle ore 17:00 di domenica.
Non è una coincidenza che questa sfida si svolga ad Arese.
La direzione de “Il Centro”, uno dei centri commerciali più importanti d’Italia e d’Europa, gestore del circuito dove si svolgeranno le 24 ore, ha voluto abbinare i 10 record al proprio decimo compleanno. Un’intuizione che trasforma un evento atletico in qualcosa di più grande: la celebrazione di due storie che crescono insieme, quella di un centro che continua a crescere e quella di un atleta che non smette di ridefinire i propri limiti.
Il circuito di Arese ha caratteristiche uniche per questo tipo di impresa: circa tre minuti per giro, un saliscendi leggero di circa 4 metri, che rende lo sforzo più reale rispetto a una pista piatta, con soli due cambi di direzione per giro. Ho già completato tre test ufficiali.
Chi mi conosce sa che questa non è la prima volta. Il 7 e 8 giugno 2025, a Palma de Mallorca, ho stabilito 10 Guinness World Records su velodromo coperto con scatto fisso, percorrendo 602,990 km in 24 ore. Un risultato che aveva fatto il giro del mondo, non essendoci mai stato nessuna atleta paralimpico ed aver accettato tale sfida.
Ma ora, ad Arese, è un’altra storia!
Strada aperta, vento, temperatura variabile dal caldo del pomeriggio al freddo della notte, saliscendi reale. Eguagliare quei 602,990 km su asfalto non è un pareggio con Palma: è un risultato superiore, perché le condizioni sono incomparabili, ed è questa la sfida che ho deciso di accettare mentre pedalavo sul circuito di Arese il 21 aprile scorso.
Una decisione, non presa a tavolino, non in call, ma nel mezzo della fatica.
Alla presentazione erano esposte due biciclette, e non è stata una scelta casuale.
Presenti, la BMC dei 10 Guinness World Records di Palma de Mallorca, con la quale ho percorso 2.411 giri in 24 ore su quella pista coperta, e la Lombardo che mi accompagnerà lungo i 3.200 km del progetto ‘Alla scoperta dei 4 elementi’, il Tour d’Italia in 35 tappe che partirà il 13 maggio.
Quella Lombardo è anche la bici con cui sto completando i test sul circuito di Arese in questi mesi. La bici ufficiale per i record, una crono con geometrie personalizzate e pedivella accorciata di circa 2 cm, costruita su misura per la mia fisiologia dall’Ingegnere Romolo Stanco di TOOT Engeneering, arriverà più avanti, in cui ogni componente sarà un margine di miglioramento già calcolato.
Le reazioni del pubblico sono state quelle che mi aspettavo e allo stesso tempo quelle che non smettono mai di sorprendermi. Prima incredulità: come si possono percorrere oltre 600 km in 24 ore? Poi, quando raccontavo dei 10 Guinness World Records già conquistati a Palma, un’incredulità ancora più grande. Ma il momento che porterò con me più a lungo è stato un incontro in particolare. Un ragazzo, amputato alla gamba destra come me, mi si è avvicinato titubante, quasi volesse fare una domanda ma non trovasse le parole. Poi le ha trovate, ne è nato un lungo discorso ed alla fine se ne è andato con qualcosa di diverso da come era arrivato: il coraggio e lo stimolo per iniziare.
Nulla di tutto questo sarebbe possibile senza chi sceglie di crederci.
Un ringraziamento sincero va a tutte le aziende e gli amici che supportano anche questa sfida: chi fornisce tecnologia, chi crede nel messaggio, chi lavora nell’ombra perché tutto funzioni.
Il team che mi accompagnerà il 12 e 13 settembre è quello che conosce ogni mio respiro in gara, oltre a tante altre persone che anno dopo anno si avvicinano alle mie avventure ed imprese.
Mancano 139 giorni al via.
Mancano ancora circa 10.000 km di preparazione.
Mancano 3.200 km del Tour d’Italia da completare, ed una bici da crono da collaudare.
I sistemi si costruiscono giorno dopo giorno, pedalata dopo pedalata ed il 12 settembre alle 17:00, farò la prima pedalata sul circuito di Arese, dando il via ad un viaggio di 24 ore che non dimenticherò, con la speranza di avere al mio fianco più appassionati possibile.








