
Tappa 1 | Sanremo – Imperia
13 Maggio 2026Tappe che all’apparenza potrebbero sembrare solo chilometri sulla carta, poi, cavalcandole in bici, capisci che erano qualcos’altro, come fossero un racconto in attesa di essere vissuto.
La tappa due del Tour dei 4 Elementi inizia a Ormea, dove il vicesindaco Italo Vinai è lì ad aspettarci. Un saluto breve, sincero, di quelli che valgono più di un discorso ufficiale. Sindaci, vicesindaci e le amministrazioni dei piccoli comuni, che ti ricordano perché hai scelto di attraversare l’Italia intera invece di prendere l’autostrada: perché l’Italia vera abita qui, in questi luoghi che la carta geografica segna con un nome piccolo e che invece custodiscono storie grandi.
A Ceva ci accoglie l’amministrazione comunale e qui succede una di quelle cose che rendono un Tour diverso da una gara: si aggrega Marco, dell’ASD Pedale Canellese. Un ciclista del territorio, uno che conosce ogni curva di questa terra per averla pedalata decine di volte. Quando qualcuno si unisce al percorso, così, spontaneamente, improvvisamente, con la sua bici e la sua storia, capisci che quello che stai facendo non è una performance solitaria, ma qualcosa che appartiene anche agli altri.
Poi viene l’Alta Langa, attraverso l’itinerario napoleonico, strada panoramica che non ti aspetti. Si apre davanti a te una Liguria diversa da quella della costa e che mi aspettavo, più silenziosa, più austera, più profonda. Le colline si moltiplicano verso l’orizzonte, i borghi appaiono e scompaiono, il silenzio è interrotto solo dal fortissimo vento che in alcuni momenti, mi sposta leggermente obbligandomi a rallentare per la mia sicurezza. Bossolasco e Manera, nomi che forse non dicono niente a chi non li conosce, e che invece a chi ci passa sopra in bici lasciano qualcosa dentro, ed è proprio questo il privilegio del ciclismo lento: vedere quello che la velocità non permette.
Le gambe lavorano bene. La preparazione dei mesi precedenti si sente, non come assenza di fatica, ma come capacità di gestirla, di trovare il ritmo giusto anche quando la strada sale. È quella sensazione che Csikszentmihalyi chiamerebbe il canale del Flow: il punto in cui la sfida e la competenza si incontrano, e si pedala senza pensare di pedalare.
L’arrivo a Canelli porta con sé una sorpresa che vale da sola tutta la tappa.
Le Cantine Contratto ci aprono le porte. Una storia di vino che affonda le radici nell’Ottocento, in uno dei territori enologici più preziosi d’Italia, l’Astigiano, il Moscato, le bollicine che hanno fatto conoscere il Piemonte nel mondo. Ascoltiamo la loro storia, camminiamo tra le bottiglie, tocchiamo la pietra antica delle cantine sotterranee scavate nella collina. Poi assaggiamo un loro millesimato, uno di quelli che hanno dentro il tempo, il terreno, le mani di chi li ha fatti.
È esattamente questo che cercavo quando ho disegnato il Tour: non attraversare l’Italia, ma incontrarla. Non pedalare sopra i luoghi, ma entrarci dentro.
La sera, prima della conferenza, siamo ospiti di Antonella Fausone nella Villa Montariolo insieme a Filippo di SportTV e Sabrina. Un tavolo, una cena, conversazioni che scivolano da un argomento all’altro con la naturalezza di chi condivide qualcosa di autentico. Momenti, lontano dai palchi e dai microfoni, che sono parte del Tour quanto i chilometri, o forse di più.
La conferenza serale alla Sala delle Stelle del Comune di Canelli si chiude con la sindaca Roberta Giovine e il vicesindaco Mauro Stroppiana. Un’altra sala, un altro pubblico, un’altra storia da raccontare.
Quando esco, la notte è fresca e il cielo sopra le colline del Monferrato è pieno di stelle.
Domani si riparte, verso Alba, verso la Basilica di Superga, verso la terza tappa di un viaggio che ogni giorno dimostra di essere molto più grande di quanto avessi immaginato.
Sempre, un chilometro alla volta.












