
Palazzo Madama, ROMA
26 Marzo 2026Mercoledì 13 maggio 2026
Ci sono giorni che aspetti per mesi.
Giorni che hai costruito pezzo per pezzo, gli allenamenti, la logistica, le conferenze, i partner, le mappe, fino a quando, arriva il momento in cui smetti di aspettare e cominci a pedalare.
Oggi è stato quel giorno.
È iniziato con una santa messa al Monastero delle Carmelitane Scalze di Sanremo, alla presenza del Vescovo di Ventimiglia e Sanremo. Un momento di raccoglimento e gratitudine, prima di tutto.
Poi l’incontro con l’assessore regionale della Liguria Luca Lombardi e con Desirée Negri della segreteria della Regione Liguria. Un segnale concreto di quanto questo Tour stia diventando qualcosa che va oltre il ciclismo.
Alle 10 in punto siano partiti.
La discesa verso Ospedaletti è dolce, quasi un saluto all’Italia che ci attende.
Un passaggio davanti alla stazione di Sanremo e poi comincia la vera storia.
Il Poggio. Chi conosce la Milano-Sanremo sa cosa significa quel nome. Una salita entrata nella leggenda del ciclismo mondiale, dove si sono decise decine di classiche.
Pedalare su quei tornanti oggi, il primo giorno del Tour, con la consapevolezza di avere ancora 3.000 km davanti, è un’emozione difficile da descrivere.
Non è reverenza, ma appartenenza.
Come se quelle pietre avessero già visto tutto il possibile e stessero guardando anche questo, con la stessa pazienza di sempre.
Poi la Cipressa. Un altro nome che pesa. Un altro pezzo di storia del ciclismo italiano che oggi è diventato parte della nostra storia.
Le gambe rispondono benissimo, tutta la preparazione dei mesi precedenti, si sente.
La testa è già al viaggio, e in cima si capisce che il corpo è pronto, che i mesi di lavoro non sono stati vani.
Circa dieci chilometri di ciclabile, il respiro che torna, il mare alla sinistra che accompagna.
A San Lorenzo al Mare succede qualcosa che non avevo previsto e non sapevo quanto mi avrebbe colpito. Un gruppo di piccoli ciclisti ci aspetta sul bordo della strada, accompagnati dalle loro madri, sorridenti.
Con loro una coppia, marito e moglie, con una bici speciale: quella che permette alle persone con disabilità diverse di vivere l’esperienza del ciclismo, di sentire il vento in faccia grazie ad una bici. Di essere parte di quel movimento che a molti sembra scontato e a molti altri no.
L’arrivo a Imperia è via ciclabile, con il mare che non lascia mai.
Ad aspettarci i membri dell’Associazione Parasio, che hanno organizzato la prima conferenza serale dell’intero Tour, prima, di 26.
Stasera, parlando, ho capito una cosa che sapevo ma che oggi ho sentito in modo diverso: questi mesi lunghi di programmazione, le ore di allenamento, i fogli con le mappe e i dislivelli, valeva, per arrivare qui, per raccontare perché si parte, dove si va e cosa si cerca lungo la strada.
Una prima giornata carica di emozione e di desiderio, come ambasciatore della mia città, Casalmaggiore, e la consapevolezza piena, ora che le ruote hanno cominciato a girare, di quanti posti meravigliosi ci attendono.
Come? Percorrendo un chilometro alla volta.










